TERZO TRAFORO : CI STANNO PRENDENDO IN GIRO

 

RISCHI AMBIENTALI

L’abbassamento accertato della falda acquifera  di 600 m., causato dalla costruzione degli attuali  laboratori di fisica nucleare, è  considerato  dai geologi di tutto il mondo uno dei più gravi disastri  idrogeologici  irreversibili causato dall’uomo nell’Europa occidentale.

Il nuovo progetto, se realizzato, aggraverà drasticamente  il danno ambientale già fatto.

ECCO LA VERITA':

Nelle relazioni allegate dall’ANAS al progetto definitivo del 3° traforo  e dell’ampliamento dei laboratori si riconosce che i lavori causeranno una perdita di acqua di più di 200 litri al secondo. I progettisti la ritengono una perdita “trascurabile”  senza forse sapere che l’acqua sta diventando il bene principale del prossimo futuro e che nel 2060  è stimato che metà  popolazione mondiale sarà senza acqua.

La relazione idraulica del progetto conferma inoltre che durante i lavori verranno contaminati 310 litri al secondo di acqua. Questa è una previsione ottimistica fatta dagli stessi progettisti del traforo, bisogna invece considerare che durante i successivi lavori di consolidamento della nuova opera potrebbero essere TOTALMENTE contaminate le acque drenate dalle attuali gallerie. Ricordiamo che l’acqua del Gran Sasso serve circa 500.000 persone. 

Chi vuole il terzo traforo è arrivato a dire che non verrebbero toccate le falde acquifere perché la galleria  verrebbe realizzata sopra quelle attuali, dove le falde non ci sono. Questo è parzialmente vero per i primi 4,8 Km ma nel successivo tratto (1,2 Km), l’acquifero sarà sicuramente interessato.

Inoltre nella relazione presentata dall’ANAS non vengono riportati i dati prelevati dalle centraline di monitoraggio e riguardanti il comportamento delle sorgenti e delle acque profonde nel lungo periodo. Questi dati attualmente non sono ancora resi pubblici.

Gli esperimenti più importanti che si fanno nei laboratori prevedono l’utilizzo massiccio di sostanze altamente pericolose ed inquinanti, con l’ampliamento dei laboratori aumenterebbe il rischio di contaminazione della falda idrica  in caso di gravi incidenti.  

Fra le sostanze più pericolose presenti nei laboratori ci sono: 

-         100 Tonnellate di Cloruro di Gallio: da alcune prove in laboratorio, 2 millesimi di grammo di questa sostanza in un litro di aria uccidono le cavie. In caso di incendio con Cloruro di Gallio non si è in grado di affermare con certezza quale sia il metodo migliore per spegnere le fiamme.

-         1.800 tonnellate di isoAlcani: possono avere effetti negativi persistenti per gli ambienti acquatici e  possono formare nubi esplosive più pesanti dell’aria.

-         600 tonnellate di Argon liquido

-         16 kg di Germanio arricchito 

-         1250 tonnellate di 1,2,4-Trimethylbenzene (o Pseudocumene ) : un liquido incolore infiammabile, irritante e potenzialmente pericoloso per i persistenti effetti sugli ambienti acquatici. La quantità che dovrebbe essere collocata nei Laboratori è pari a circa 1/5 dell’intera quantità importata dagli USA in un anno.

Ma tutte queste sostanze saranno in condizioni di massima sicurezza!!!

Alcuni scienziati californiani che hanno lavorato in questi ultimi anni nei laboratori sotterranei hanno dichiarato: « Olio, olio ovunque. Approssimativamente il 50 per cento dei serbatoi cola.» . Dicembre ’93 : «Disastro: quello che doveva accadere è alla fine accaduto: due di quei triangoli di Pvc del serbatoio 6W06-1 sono scoppiati insieme stanotte, in un serbatoio verticale ancora senza barra di protezione. Risultato: una doccia di puro olio». Nel ’97 uno di questi scienziati racconta di una discussione con il direttore dei laboratori, Prof. Bettini, quest’ultimo gli dice: «Il pericolo di incendio a causa delle perdite di olio è trascurabile fino a quando noi evitiamo che l'olio arrivi su oggetti che possono fare da esca come vestiti, tovaglioli, pannolini, etc. Comunque l'apparenza amatoriale e non professionale dei bicchieri di plastica attaccati con pezzi di filo metallico sui nostri serbatoi per intercettare le perdite ha un forte impatto psicologico». Tutto vero e documentato.

Un esempio sul rischio incidenti:

Nei laboratori sono depositate 100 TONNELLATE di Cloruro di Gallio, questa sostanza è classificata dall'EPA come  “sostanza altamente rischiosa”( negli esperimenti in laboratorio è stato sufficiente  una concentrazione di 2 decimillesimi di grammo  per litro d’aria per causare la morte delle cavie ), ebbene,  in caso di incendio con Cloruro di Gallio attualmente non si è in grado di affermare con certezza quale sia il metodo migliore per spegnere le fiamme. Se la falda acquifera del Gran Sasso venisse contaminata con il Cloruro di Gallio, avremmo uno dei più grandi disastri ambientali mai visti.  

Un incidente già successo:

Il 16 Agosto 2002 a causa di un incidente all'esperimento Borexino 50 Litri di Trimetilbenzene (almeno questa è la quantità resa nota) sono fuoriusciti tramite un tombino in un ruscello a San Nicola di Isola del Gran Sasso (ai piedi della montagna lato teramano) RASSEGNA STAMPA . Molti cittadini di Isola recatisi sul posto incuriositi da una strana schiuma bianca , hanno accusato dei malori. Dopo un mese hanno trovato tracce di trimetilbenzene nell'acquedotto di Scerne di Pineto e in una fontana pubblica di Silvi. Attualmente sono in corso altre rilevazioni e una inchiesta del WWF e Comitato per la difesa delle acque del Gran Sasso. Poche settimane dopo questo incidente il direttore dei laboratori Alessandro Bettini, interrogato dai giornalisti, aveva rassicurato sui possibili rischi per la popolazione e inoltre aveva detto che non si erano mai prima di allora verificati incidenti simili. Pochi giorni dopo  Legambiente ha reso pubblico un filmato che risale a dicembre 2001 dove nello stesso ruscello di Isola si vede la stessa schiuma bianca dell'incidente di agosto.

DICONO CHE IL TERZO TRAFORO AUMENTERA’ LA SICUREZZA:

Le gallerie autostradali del Gran Sasso, proprio per il fatto di essere due, sono tra le più sicure al mondo. Oltretutto, il restringimento di carreggiata esistente sulla galleria Teramo-L’Aquila per l’accesso ai laboratori funge da importante limitatore di velocità (non a caso il numero di incidenti verificatisi su questa direzione è molto minore rispetto a quelli verificatisi sull’altra).

Nel progetto di ampliamento non è prevista la rimozione di tali corsie in quanto il cunicolo nuovo potrà essere utilizzato solo da piccole navette elettriche per il trasporto delle persone, mentre i camion o i mezzi di servizio dovranno continuare ad accedere dalla galleria autostradale.  

Un esempio

 Dopo la tragedia del traforo del Monte Bianco ( galleria attraversata da circa 2 milioni di autoveicoli l’anno ) per riaprire la galleria in condizioni di sicurezza la commissione interministeriale ha ritenuto sufficiente collegare i rifugi antincendio ad un camino di aerazione esistente.

 Per aumentare la sicurezza del personale dei laboratori basterebbe un camino di aerazione verticale, lungo appena 600 m, e sufficiente a raggiungere l’esterno in località Campo Imperatore.

CHI CI GUADAGNA?

Ci guadagnerà senz’altro l’INFN che grazie ad altri due cameroni potrà beneficiare di miliardi di finanziamenti.

Ci guadagneranno le multinazionali che collaboreranno ai nuovi esperimenti che si potranno fare, triplicando i profitti (ad esempio Ansaldo Superconduttori e Neuri.Cam )

Dichiarazione ufficiale del Prof. Maiani ex-presidende dell’INFN:  Per quanto riguarda le conseguenze delle ricerche, alcune tecnologie - quali quelle relative alla superconduttività, all'elettronica, alla meccanica di precisione - hanno permesso un accumulo di know how trasferibile alle imprese. Si ritiene che le imprese europee che collaborano con gli esperimenti del CERN mettano a frutto sul piano industriale le tecnologie triplicando le loro conquiste sul mercato. .  Da una seduta del 9 Giugno 1998 - Leggi report integrale  ]

Infine bisogna capire a chi verrà appaltato il lavoro dell’intera opera.

 Il caro ministro Lunardi è consulente dell'I.N.F.N. per il Progetto Gran Sasso ha seguito la progettazione delle attuali due gallerie, è proprietario della  Rocksoil S.p.A.  (anzi per il conflitto di interessi a intestato tutto a moglie e figli) che  a suo tempo costruì gli interi laboratori sotterranei.  La Rocksoil è fra le più grandi società europee che operano nel campo delle gallerie e grandi opere,  quale sarà il suo ruolo nel terzo traforo del Gran Sasso?