venerdì 11 ottobre 2002 -

Quotidiano Il Centro

Gran Sasso, bloccato terzo traforo
Accolto dal Tar il ricorso di ecologisti e Provincia di Teramo

di Antonella Formisani

TERAMO. Il Tar blocca la realizzazione del terzo traforo del Gran Sasso. E' stato depositato ieri, con un'insolita rapidità, il dispositivo della sentenza dopo l'udienza dell'altroieri davanti ai giudici amministrativi. Non sono ancora note le motivazioni, che saranno pubblicate entro 90 giorni, ma pare che siano stati accolti tutti i punti del ricorso presentato da Provincia, Ente Parco, diversi altri enti e ambientalisti.
La notizia della sentenza è stata accolta senza trionfalismi dai ricorrenti. Sono tutti coscienti del fatto che è solo una prima vittoria. E' probabile infatti che l'avvocatura dello Stato impugnerà al Consiglio di Stato la decisione di primo grado, entro i 30 giorni concessi dalla legge a aprtire da ieri.
Ma i ricorrenti sono altrettanto consapevoli che la decisione del Tar, oltre al valore intrinseco - per ora impedirà i lavori - presenta alcune particolarità di notevole importanza. La prima - durante la conferenza stampa organizzata dai ricorrenti ieri in Provincia - viene fatta rilevare dal legale di Italia Nostra, Tommaso Navarra. «E' raro l'annullamento di una delibera del Cipe, atto di alta amministrazione», osserva l'avvocato riferendosi alla delibera che contiene il programma delle infrastrutture strategiche, fra cui, appunto, il terzo traforo.
Il dispositivo ha dunque annullato la delibera Cipe del 21 dicembre 2001 "Legge obiettivo: primo programma delle infrastrutture strategiche" nella parte in cui prevede la terza galleria del Gran Sasso. E ha annullato anche il decreto del capo dipartimento del ministero delle Infrastrutture che autorizzava la realizzazione del tunnel. Uno degli avvocati della Provincia, Antonio Zecchino, spiega nei dettagli i motivi del ricorso su questi due argomenti. Innanzitutto è stata contestata la legittimità della delibera Cipe perchè ha applicato la legge obiettivo, altrimenti detta legge Lunardi, prima che quest'ultima sia entrata in vigore (il 12 gennaio 2002) e addirittura che sia stata pubblicata (il 27 dicembre 2001). E poi è stato contestato il decreto del capo dipartimento del ministero delle Infrastrutture «che autorizzava l'avvio dei lavori, pubblicato in maniera anomala nella parte della Gazzetta ufficiale riservata ai bandi. Su quest'ultimo punto è stata chiesta la sospensiva, accolta il 24 luglio». L'avvocato fa notare un'altra particolarità: il Tar già nell'accoglimento della sospensiva aveva sottolineato che il ricorso poteva apparire fondato.
Il ricorso, comunque, si basa anche su altri punti. Sicuramente importante è il fatto che alla conferenza dei servizi del 21 gennaio 2002 non furono convocati tutti gli enti interessati, oltre al fatto che manca il nulla osta del Parco Gran Sasso-Laga. Altre argomentazioni sono la violazione della normativa sulla valutazione di impatto ambientale, in quanto non sarebbe sufficiente quella del 1992, e la violazione della normativa che tutela le acque, visto che il terzo traforo mette in pericolo la falda acquifera del Gran Sasso.