sabato 11 maggio 2002 - Il Centro
«La galleria pronta
entro due anni»
L'annuncio
del ministro Lunardi e fuori la contestazione
m.m.
L'AQUILA. «Il terzo tunnel del Gran Sasso è destinato a diventare ben presto
una realtà. Entro la fine dell'anno avremo il progetto esecutivo e a quel punto
l'impresa potrà cominciare i lavori che dovranno essere completati nell'arco di
24 mesi». Così ha esordito il ministro per le Infrastrutture, Pietro Lunardi,
ieri all'Aquila per ricevere le "chiavi" della città.
Il definitivo sì alla realizzazione dell'opera, dopo oltre 10 anni di
discussioni e polemiche, c'è stato il 6 maggio con la firma del decreto da
parte dello stesso ministro. Così ieri Lunardi ha voluto spiegare i dettagli
dell'operazione che era stata, però, già annunciata 24 ore prima
dall'assessore regionale De Matteis. E il ministro lo ha fatto nel corso di una
conferenza stampa tenuta alla sala celestiniana dove ad attenderlo c'erano gli
amministratori comunali, provinciali, regionali e il sottosegretario Sospiri. «Entro
6-8 mesi sarà realizzato il progetto definitivo affidato a un'impresa
attraverso un appalto integrato. Poi in due anni, a partire da quella data, i
lavori per la realizzazione della galleria di servizio, lunga 6 chilometri,
saranno terminati». E il ministro ha confermato che i lavori riguarderanno solo
la realizzazione della terza "canna", «estremamente necessaria per
motivi di sicurezza», mentre non è previsto l'ampliamento dei laboratori, così
come era stato chiesto dall'Infn. Il costo dell'opera e degli interventi sul
sistema idrico ammontano ad oltre 65 milioni di euro.
Una somma che, secondo il ministro, basterà a portare a termine i lavori. E
Lunardi non ha concesso nulla a chi da sempre si è detto contrario alla
realizzazione di un'altra galleria sotto il Gran Sasso. «Si tratta di
contestazioni che non hanno motivo di esistere» ha tagliato corto il ministro.
«Conosco bene il progetto e la situazione idrogeologica del Gran Sasso e posso
per questo affermare che la galleria non andrà ad intaccare in alcun modo le
falde acquifere». Lunardi ha definito "sterili strumentalizzazioni"
anche i no espressi dalla Provincia di Teramo e dall'Ambito territoriale che,
tra l'altro, hanno anche annunciato ricorsi al Tar. «Sono felice di aver dato
il via libera a quest'opera, ancor più perché con L'Aquila ho legami forti che
risalgono agli anni in cui ho lavorato per la realizzazione dell'A-24. E' una
città a cui devo anche la mia crescita professionale».
La visita del ministro si è conclusa a Palazzo Margherita, dove in un'aula
consiliare gremita di rappresentanti delle istituzioni, (assente l'opposizione
come pure molti consiglieri della maggioranza) ha ricevuto dal sindaco le chiavi
della città. Lunardi ha anche annunciato l'inserimento di altre opere, (il
completamento della strada L'Aquila-Amatrice, l'ampliamento della statale 17 (L'Aquila-Navelli)
e la realizzazione di reti idriche e depuratori) nella Legge obiettivo
predisposta dal Governo. Ma la visita al Comune è stata
"accompagnata" dalla protesta da un gruppo di "No global",
tenuto però a debita distanza da decine di poliziotti e carabinieri che hanno
"blindato" il centro storico e la sede del Comune.