giovedì 18 aprile 2002 - Il Centro
TERZO TUNNEL SOTTO IL
GRAN SASSO
E' nato il
forum anti traforo
L'obiettivo:
salvaguardare ambiente e risorse idriche
Michela Corridore
L'AQUILA. L'opposizione alla realizzazione del terzo tunnel sotto il Gran Sasso
va avanti senza soste.
Dopo la manifestazione del due marzo, che ha raccolto circa 1500 persone, è ora
in fase di "elaborazione" un forum cittadino «per bloccare gli
speculatori della montagna».
Il forum nasce per dare voce «a tutti i cittadini aquilani contrari alla
realizzazione del terzo tunnel».
«All'interno del movimento, che è ancora in fase di costruzione, ci sono molte
associazioni e singoli cittadini con motivazioni diverse le une dalle altre»
spiega Ezio Di Nisio, del comitato no Wto «vogliamo rispettare l'opinione di
tutti e combattere per un obiettivo comune: la salvaguardia del Gran Sasso». Al
forum hanno già aderito le associazioni promotrici della manifestazione del due
marzo, tra cui Attac, Wwf, Legambiente, il Sicomoro, la Biblioteca delle donne,
Rifondazione comunista, il comitato no Wto, il collettivo studentesco e l'unione
degli universitari.
Due i punti fermi della protesta: il primo è strettamente ambientale, portato
avanti soprattutto da associazioni come Legambiente e Wwf. Il secondo, invece,
riguarda il previsto ampliamento, a seguito della realizzazione del terzo
tunnel, dei laboratori di fisica nucleare. «L'abbassamento accertato della
falda acquifera di 600 metri, causato dalla costruzione degli attuali laboratori
di fisica nucleare è uno dei più gravi dissesti idrogeologici causati
dall'uomo» spiega Anna Rita Silvestri, rappresentante del forum «nelle
relazioni allegate dall'Anas al progetto definitivo del terzo traforo e
dell'ampliamento dei laboratori, si riconosce che i lavori causeranno una
perdita d'acqua di più di 200 litri al secondo».
La questione "sicurezza" per i laboratori, motivazione base di chi
vuole il terzo tunnel, secondo i rappresentanti del forum è solo una «farsa».
«La sicurezza dei lavoratori all'interno dei laboratori di fisica nucleare
potrebbe essere risolta in molti altri modi» spiega Di Nisio «la verità è
che la realizzazione del terzo traforo permetterebbe l'ampliamento dei
laboratori nucleari, dove gli esperimenti vengono fatti con dosi massicce di
sostanze chimiche pericolose: ampliare i laboratori, dunque, significherebbe,
quello sì, diminuire la sicurezza di tutti».