La maggioranza al Consiglio
regionale nega la consultazione popolare sul terzo traforo del Gran Sasso
http://www.wwf.it/Abruzzo/news/28112003_9612.asp
Agli abruzzesi è stato negato il diritto di esprimersi sul destino del Gran
Sasso e del suo importante acquifero. Il Governo regionale ed i consiglieri
di maggioranza (con tre coraggiose e lodevoli eccezioni) hanno nuovamente bocciato
la richiesta di consultazione popolare avanzate dalle Province di Teramo e Pescara,
nonostante la sentenza del TAR e le decine di migliaia di persone che hanno
già manifestato in diverse occasioni la propria contrarietà al terzo traforo
e all’ampliamento dei Laboratori di Fisica Nucleare. Così facendo si è dimostrata
una scarsa considerazione per gli abruzzesi e per il loro diritto di accesso
ad una risorsa fondamentale. Chi ha negato per la seconda volta il referendum
ha espresso il proprio assenso al meccanismo della ratifica delle decisioni
prese altrove, fuori dall’Abruzzo. L’insistenza della Regione nel respingere
ogni ipotesi di confronto (ricordiamo che questo stesso Consiglio regionale
negò anche la nuova valutazione di impatto ambientale sul progetto) fa emergere
il sospetto che dietro questa vicenda vi siano interessi enormi che riescono
a costringere i rappresentanti eletti dal popolo a fare scelte assolutamente
impopolari: sono evidentemente quegli stessi interessi che per anni hanno tenuto
all’oscuro gli abruzzesi degli incidenti verificatisi nei Laboratori. Naturalmente,
questo diniego – che dimostra in realtà la paura di confrontarsi in campo aperto
– non fermerà la battaglia contro il terzo traforo che anzi sarà condotta in
maniera ancora più convinta visto che non è più in gioco la tutela ambientale
e sanitaria, ma lo stesso rispetto delle regole democratiche. Il WWF si impegnerà
per informare sempre più i cittadini delle scelte che si stanno compiendo alle
loro spalle, iniziando con il rendere noto nella maniera più evidente possibile
i nomi dei 24 consiglieri che hanno negato la possibilità di votare al referendum.