mercoledì 27 febbraio
2002 - Il Centro
Al via la mobilitazione
per il corteo di protesta
contro il terzo traforo
m.p.
L'AQUILA. La comunità aquilana si mobilita contro la realizzazione del terzo
traforo del Gran Sasso. Il 2 marzo è prevista una manifestazione cittadina, che
porterà in piazza un centinaio di persone aderenti al Comitato Wto, e
Rifondazione comunista, Cavallo pazzo e Comitato studentesco. Una protesta «di
informazione sui rischi di un'opera dall'impatto notevole».
La finalità è anche dimostrare che gli aquilani «hanno preso coscienza del
problema». «E' il messaggio che intendiamo lanciare al ministro Lunardi e al
sindaco Tempesta», ha detto Ezio Di Nisio, del comitato Wto, «il movimento
contro il terzo traforo si sta espandendo come dimostrano le adesioni di Italia
nostra, Wwf, Legambiente, Abruzzo Social forum, Biblioteca delle donne, Attac,
Banca etica e Comitato in difesa delle acque. Non sarà solo un giorno di
protesta, ma di informazione per dire chiaramente che la terza galleria è
esclusivamente a servizio dei Laboratori. Il tutto in nome delle ricchezza
scientifica, da trasferire sulle imprese. Denaro, insomma». Di Nisio ha parlato
degli esperimenti, pericolosissimi, nei Laboratori e della posizione «scomoda»
del ministro Lunardi, «che è stato progettista della Cogefar», sostiene Di
Nisio «durante la costruzione delle prime due gallerie ed è proprietario della
Rocksoil, società leader nella realizzazione di trafori». Il corteo partirà
alle 17 di sabato da piazza Palazzo (dove si terrà un comizio) e attraverserà
il centro. «Il decreto Lunardi», ha chiarito Anna Barile del Prc, «scavalca
ogni vincolo ambientale: grandi opere spacciate come progresso che avanza. La
storia ci insegna che dietro si celano devastazioni enormi».
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sabato 2 marzo 2002 - Il
Centro
La manifestazione in
programma nel pomeriggio
Corteo con
comizio in piazza
contro la costruzione del traforo
L'AQUILA. In piazza per dire «no» alla realizzazione del terzo traforo del
Gran Sasso. Sarà un pomeriggio di mobilitazione, quello odierno, nel capoluogo.
Una mobilitazione contro «l'ulteriore aggressione alla montagna e alle sue
acque, contro gli interessi che stanno dietro all'ampliamento dei laboratori di
fisica nucleare e al conseguente terzo traforo», come spiegano gli esponenti di
Abruzzo social forum. Con loro, scenderanno in piazza gli aderenti a
Rifondazione comunista, Comitato Wto, Cavallo pazzo, Comitato studentesco,
Italia nostra, Wwf, Legambiente, Biblioteca delle donne, Attac, Banca etica e
Comitato in difesa delle acque.
L'appuntamento è per le ore 17, in piazza Palazzo, dove ci sarà il
concentramento dei manifestanti. Da qui, partirà quindi un corteo che
attraverserà le principali strade cittadine; il "giro" attraverso il
centro si concluderà ancora in piazza Palazzo dove, proprio di fronte al
Comune, si terrà un comizio conclusivo dei promotori della manifestazione.
All'iniziativa, che costituisce, come hanno spiegato gli organizzatori, «un
momento di protesta ma anche la presa di coscienza di un grave problema», sono
attesi manifestanti anche da altri centri della regione. Si calcola che saranno
almeno un migliaio i partecipanti al corteo.
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domenica 3 marzo 2002 -
Il Centro
Slogan e accuse al ministro
Lunardi e il sindaco Tempesta. Molti manifestanti giunti da fuori
«Salviamo
il Gran Sasso»
Ambientalisti
in corteo contro il terzo traforo
L'AQUILA. «Acqua o neutrini: cosa lasciamo ai nostri bambini?». Dietro questo
striscione anche L'Aquila ieri si è mobilitata per dire il suo «no» alla
terza galleria sotto il Gran Sasso. E lo ha fatto con un corteo partito da
piazza Palazzo verso le 18 e che ha attraversato le strade con bandiere. Tanti
gli slogan lanciati contro il sindaco dell'Aquila, Biagio Tempesta, il
sottosegretario Nino Sospiri e il ministro Lunardi.
L'AQUILA. «Acqua o neutrini: cosa lasciamo ai nostri bambini?». Dietro questo
striscione anche L'Aquila ieri si è mobilitata per dire il suo «no» alla
terza galleria sotto il Gran Sasso. E lo ha fatto con un corteo partito da
piazza Palazzo poco prima delle 18 e che ha attraversato le strade del centro
storico in un fiorire di colori e bandiere. Tanti gli slogan lanciati contro il
sindaco Tempesta, il sottosegretario Sospiri e il ministro Lunardi. Numerosi i
bambini che, dietro gli stendardi del panda del Wwf, hanno testimoniato il loro
attaccamento al tema dell'ambiente.
Al corteo, organizzato da Abruzzo Social Forum e dal Comitato in difesa delle
acque, hanno partecipato, secondo la questura, oltre mille persone. Vi hanno
aderito le associazioni Legambiente, Wwf, Italia Nostra, Attac, Il Simocoro,
Banca etica e Biblioteca delle donne melusine. Non erano tanti gli aquilani
presenti all'inizio della sfilata se si considera che molti dei manifestanti
sono giunti da Teramo e Pescara in pullman. Ma la città, anche per il viaggio
del popolo del centrosinistra a Roma, ha dato comunque il suo contributo alla «informazione
sui rischi di opera dall'impatto notevole», annettendosi al corteo strada
facendo. Sono stati così spiegati i rischi ambientali paventati. A cominciare
dalla «perdita di acqua di 200 litri al secondo che se per i progettisti è
trascurabile, per il comprensorio è inaccettabile perché già si parla di
razionalizzare la risorsa che c'è».
«La nostra protesta è coraggiosa», ha detto Annarita Silvestri, del Comitato
Wto, «ed è fatta in concomitanza con la riunione dei Fori sociali nazionali di
Bologna. Siamo molto preoccupati per il terzo traforo. Sia chiara una cosa:
presidieremo il Gran Sasso notte e giorno perché quell'opera non venga
realizzata. Il nostro motto è: "Non si molla". Alla procura di Teramo
sono stati presentati degli esposti sulla sicurezza dei laboratori sotto la
montagna. Non dimentichiamo che venti anni fa ci fu una bella lotta per
scongiurare i due trafori: ed Assergi visse momenti di paura». A chi ha sfilato
sono state consegnati volantini sulle ragioni della protesta e fascette con su
scritto: «Il terzo traforo non passerà!». Uno di quegli slogan l'ha mostrato
Simona Giannangeli, candidato sindaco all'Aquila per Rifondazione nelle
votazioni del prossimo 26 maggio. «Siamo contrari al terzo traforo. Già due
mesi fa», ha detto Giannangeli, «abbiamo organizzato una iniziativa per
esprimere la nostra preoccupazione su quell'opera. Questa sarà una battaglia
fondamentale per la difesa del territorio. Una battaglia che dovrà chiarire i
grossi interessi che ci sono dietro questo intervento, perseguendo gli interessi
privati che nasconde. Purtroppo l'amministrazione della città su questo
argomento è schierata su un altro fronte».
Per Anna Narciso, responsabile locale del Wwf, «la nostra adesione alla
manifestazione è un fatto dovuto visto che fin dal 1980 il sodalizio si era
mostrato contrario alle gallerie. Il terzo traforo è inutile oltre che dannoso.
Sarà un braccio di ferro da condurre fino in fondo, ma alla fine utile per la
cittadinanza aquilana». Nel corso della manifestazione alcuni dei partecipanti
hanno mostrato delle bottiglie contenenti acqua colorata, sistemare nel carrello
di un supermercato. Su mo' c'era stampigliata l'etichetta: «Annata 2005, acqua
del Gran Sasso». Ha voluto manifestare la sua solidarietà alla protesta anche
Mira, un cane corso: la proprietaria l'ha fasciato con un lenzuolo bianco
colorato di sei sole parole: «Anch'io difendo il Gran Sasso».
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