L’AQUILA
- SABATO 2 MARZO 2002
Esiste un
movimento che oltre a porsi l’obiettivo della tutela di un ambiente e di una
montagna vitale per l’acqua di tutti, vuole trasmettere un segnale
inequivocabile per una società fatta di cultura, dignità, storia e tradizioni,
che non può più consentire progetti devastanti come l’ampliamento dei
laboratori dell’Istituto di Fisica nucleare e la conseguente realizzazione
della terza galleria sotto il Gran Sasso.
Al movimento contro il terzo traforo non appartengono le
ipocrisie che caratterizzano le forze politiche aquilane, come testimonia il
voto favorevole di tutti i consiglieri comunali, anche di quelli del centro
sinistra, che si sono posti in controtendenza con le posizioni assunte a livello
regionale.
Siamo cittadini che si oppongono radicalmente alla realizzazione del terzo traforo, perché funzionale al potere economico e politico neoliberista. La nostra lotta è sincera e rimane fuori dagli opportunismi di gestione del potere.
La volontà di chi spinge per il terzo traforo non è di
aumentare la sicurezza dei laboratori sotterranei, ma di arrivare ad un loro
ampliamento. Sono previste, infatti, due nuove sale che si aggiungono alle tre
già esistenti.
Secondo noi
non ha molto senso parlare di sicurezza finché continuano esperimenti che
utilizzano sostanze chimiche, in quantità massicce e altamente pericolose
(cloruro di gallio, pseudocumene, germanio arricchito, gas e liquidi criogenici).
Crediamo che la ricerca scientifica possa essere uno strumento
utile per migliorare le condizioni materiali e sociali dell’intera umanità,
ma la condanniamo se è utilizzata per gli interessi di pochi e se si ritorce
contro la natura e contro la dignità dei popoli.
L’acqua da bere e l’aria da respirare non sono
inesauribili, dovrebbero essere beni liberi e accessibili a tutti e valgono
molto di più dei neutrini studiati nei laboratori e dell’asfalto.
Il terzo traforo non porterà occupazione e sviluppo nel nostro
territorio: servirà solo ad arricchire le imprese appaltatrici, ad aumentare i
profitti delle multinazionali che sfruttano la ricerca, a far guadagnare qualche
voto ai politici locali grazie ad un facile consenso.
Noi crediamo che non sia così scontato il consenso degli
aquilani a questo nuovo scempio. Abbiamo iniziato un percorso di lotta
territoriale che vedrà il 2 marzo come un momento di occasione per allargare il
movimento di opposizione contro la realizzazione del terzo traforo e
l’ampliamento dei laboratori.
COMITATO NO WTO – COLLETTIVO AUTONOMO CAVALLO PAZZO
COLLETTIVO STUDENTESCO – RIFONDAZIONE COMUNISTA
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