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Acqua, lavoro, istruzione, salute…

ABRUZZO SOCIAL FORUM...IN MOVIMENTO -Resoconto dell'Assemblea del 8 Dicembre 2004

Assemblea Territoriale del Movimento

8 dicembre 2004 Sala del Consiglio Quartiere 3
REPORT: "L'Europa svende, l'Abruzzo no!"
Presenti: circa 60 persone


Saluti da parte del Presidente della circoscrizione n.3


Ore 10.45 circa, introduzione di Renato Di Nicola:

Veniamo fuori da una serie di battaglie ambientali e sociali di gestione del territorio, ultimamente ci siamo occupati molto della privatizzazione dell'acqua (convegno a Pescara, molto partecipato). Abbiamo notato l'assenza delle istituzioni e degli amministratori comunali di Pescara: non partecipano volutamente e poi criticano il movimento "che non fa proposte"! Dicono il falso e non si espongono sui problemi della città! La situazione internazionale è peggiorata dopo Genova 2001 (la guerra, ecc.). Ora c'è la direttiva Bolkestein. Dobbiamo ripartire dai problemi quotidiani. Noi esistiamo se riusciamo a dare delle risposte ai problemi. Dare soluzioni ai problemi. Bisogna raccordarsi, scambiare informazioni tra le associazioni. Rilanciare la battaglia sulla Bolkestein che attacca tutti i servizi. Dobbiamo essere concreti, cercare di cambiare la realtà che ci circonda. Siamo nati sulla battaglia contro il WTO e poi sul Gran Sasso. Non dobbiamo solamente nominare questi problemi (pace, guerra, Bolkestein, ecc.) ma agire concretamente. Una campagna, anche solo di due persone, deve cambiare qualcosa che ci circonda, una situazione, deve dare vita ad una azione concreta che aiuti gli altri.
Dobbiamo criticare chi parla di alcune cose e poi non le applica! Bisogna "fare" e non solo dire…non è moralismo ma è il sale di tutto, il senso delle cose. Chiediamo coerenza a chi parla di certe cose e poi non le applica.
Oggi non deve essere solo una conferenza a cui partecipare e poi andare via, abbiamo pensato di fare questa mattina "un giro per il mondo", dal Forum Sociale a quello del Mediterraneo, perché siamo parte di un movimento internazionale (non dobbiamo dimenticarlo mai) che agisce in tutto il mondo sugli stessi problemi. Nel pomeriggio invece riflettere sui problemi e declinarli sul territorio.
Esempio: è assurdo che non siamo riusciti a contrastare i militari che entrano nelle scuole (a Montesilvano) per parlare di pace e guerra… dobbiamo lavorare su questo: declinare tutto quello che diciamo sul territorio per dare delle risposte. Quindi oggi pomeriggio dobbiamo confrontarci e cercare le possibilità di connessione.
Inoltre oggi è presente anche la comunità islamica, per la prima volta con noi. Loro hanno appoggiato la liberazione delle due Simone ed hanno rotto un certo meccanismo.
Nella parte finale di questa giornata di studio, di questo Forum, dovremmo decidere cosa fare per contrastare la Bolkestein.
Poi saluta gli ospiti, Marco Emanuele (militante di Attac) e Francisco del Roio (del Forum Mondiale).


Ore 11.00 intervento di Francisco del Roio del Forum Sociale Mondiale:
Parlerò del Forum Sociale Mondiale e vi chiedo di farmi domande alla fine del mio intervento.
Ormai siamo arrivati al V Forum mondiale (inoltre ci sono stati centinaia di altri Forum, nazionali, regionali, continentali, ecc.)… prossimamente in Africa per parlare di democrazia, di problemi, fare politica, finalmente come per esempio il Forum sociale cileno che è forte ed ha contrastato la politica di Pinochet progettata per eliminare gli spazi politici di sinistra…
Il Forum Mondiale sta cambiando faccia. La base è l'esperienza dei precedenti Forum di Porto Alegre e di Mumbay in India. Prima il Forum era autorganizzato e con una serie di paletti: seminari chiave e grandi assemblee dove il centro invitava le persone a parlare e questo era complicato perché limitava la partecipazione e la scelta degli interventi da fare: queste grandi assemblee diventano "fuochi di vanità". Allora si è pensato di cambiare e di chiedere alle reti di cosa vogliono parlare. Oltre 4000 reti hanno risposto via Internet basandosi su delle parole chiave = proposte. Cosi sono nati 11 spazi, con ognuno un tema centrale, con nomi complicati per poter rispondere all'esigenza di molte reti. Tutto questo verrà tradotto in molte lingue…
Esempio di tema = spazio: "Siamo per la pace e per la lotta contro la guerra e contro i trattati neoliberisti". Ogni rete o persona si è iscritta in uno spazio specifico per fare un workshop, un corteo, ecc. (le iscrizioni sono scadute il 5 dicembre) Almeno 3200 persone e/o reti si sono iscritte. Il Forum è diventato troppo grande (migliaia di assemblee) e questo limita il potere decisionale! Questi 11 spazi non sono blocchi ma corridoi perché sono collegati tra loro… alla fine di ogni assemblea con centinaia di persone e paesi, che dura più giorni, proponiamo qualcosa di concreto, un documento comune con delle proposte comuni, una campagna da fare insieme a livello planetario. Dopo due mesi ogni social forum dovrà discutere su questi spazi almeno su uno: deve discutere, riflettere, ecc. prendere atto e trovare una formula per il dibattito comune. Bisogna equilibrare al massimo la proposta per equilibrare le culture che ci hanno lavorato sopra…
Inoltre tutto va tradotto in tante lingue per essere più democratico e non usare le lingue coloniali (inglese, spagnolo, ecc.); quindi traduttori volontari.
Poi cita la sua giornata di ieri passata ad inaugurare un circolo a.r.c.i. (a Lanciano) e a visitare un fuoco ("lu focarùne" a Francavilla al mare) con musica tradizionale abruzzese: anche questa è una forma di battaglia contro il sistema, dice Del Roio. Infatti a Mumbay oltre 400 gruppi tradizionali per marcare le diverse culture presenti al Forum Mondiale…
Abbiamo cambiato anche le strutture rispetto a Porto Alegre: non più assemblee nell'Università perché molti hanno una visione negativa dell'Università, luogo troppo esclusivo, istituzionale e di potere. Per questo motivo sono state costruite nuove postazioni internet, nuove reti telefoniche, reti per i servizi idrici e trattamento sanitario, ecc. Del Roio è responsabile del settore "Cosmovisione" e ricorda che non va bene che Porto Alegre sia stata frequentata da troppe persone bianche, politici, ecc.

Poi, qualcuno per errore fa scattare l'allarme del quartiere 3 e c'è una breve pausa.

Del Roio continua dicendo che è stato fatto il massimo sforzo per coinvolgere persone da tutti i paesi, di tutte le culture. Inoltre molti paesi chiedono di poter ospitare il forum mondiale. Importante è sempre fare le assemblee e concludere con delle proposte concrete.

Poi chiede a tutti di rivolgergli qualche domanda (ore 11.40 circa). Nessuno si prenota.

Intervento di Renato:
accenna del Forum sociale di Londra, esperienza molto interessante… inoltre accenna al 18-19 dicembre a Parigi (è prevista una riunione importante per rilanciare il forum sociale) e tra due anni il Forum sarà in Grecia. "Siamo migranti anche a livello locale, non solo perché non abbiamo una sede fissa, ma perché si riconosce il valore del territorio".


Ore 12.00 circa, intervento di Marco Bersani:
inizia a parlare del Forum di Londra e di quello di Firenze (preso sempre come esempio da molti italiani per criticare l'organizzazione degli altri). Per il Forum dell'America latina la dimensione continentale è naturale: Esempio: viva l'America latina unita è uno slogano molto gridato (per noi non esiste questa dimensione, non ci pensiamo ancora europei). Siamo ancora troppo immersi nella dimensione nazionale. In Francia è diverso lì il contenitore di tutti i movimenti è stato ATTAC, ed è diventato un problema. Bernard Cassen (che dirige Attac France) vuole accentrare troppo su di Attac il tutto ma, per fortuna, il movimento è pluralista e contrasta questa tendenza!
Un'altra questione importante per il Forum Mondiale è la caratteristica (già detta da Francisco) che passati questi anni noi abbiamo una dialettica che deve fare dei passi in avanti, abbiamo dei Forum che hanno la caratteristica di essere delle Università popolare di massa (ed è una caratteristica che va mantenuta) con una forte capacità di informare chi partecipa al Forum per la prima volta, ma bisogna recuperare un'altra funzione importante: essere più efficace, non saper dire soltanto delle cose ma saper dare maggiore incisività al Forum sulla realtà. Riportare a casa qualche risultato. Bisogna imboccare la direzione giusta per il futuro. Come possiamo tenere insieme queste due cose? Possono essere i forum soltanto dei forum? Anche perché spesso gli appelli finali assomigliano ad una lista della spesa dove ognuno, ogni rete infila qualcosa di suo… questo è uno dei limiti! Poi c'è la questione dell'allargamento dell'Europa, della militarizzazione, e troppo spesso dimentichiamo i nuovi paesi aderenti all'Europa!
Poi accenna al problema che pochi conoscono l'argomento Al Quaida (Bin Laden, ecc.) di cui sappiamo poco tutti noi… poi Forum Sociale del Mediterraneo a giugno 2005 e poi in primavera 2006 in Grecia (sarà un Forum diverso…) . Dobbiamo farlo maturare in avanti… adesso si ridiscute il senso del Forum, come deve essere strutturato, come deve essere finanziato, la delega e la non delega, cosa significa l'allargamento, ecc. Per esempio: fino ad oggi ogni forum cercava di risolvere i propri problemi "in proprio", senza aiuto esterno. A Londra questo non ha funzionato; ed in Grecia molte reti sono divise e molti non sono nel processo di formazione del Forum Sociale e non credo che essi possano risolvere i loro problemi da soli. Serve un gruppo europeo che se ne deve occupare per evitare che si arrivi al Forum in modo divisi e non chiari. Quindi come facciamo il prossimo Forum? Il movimento italiano deve riflettere su cosa è il movimento. Bisogna discutere, proporre, ecc. soprattutto del Forum Sociale Europeo per parlare del movimento italiano... anche perchè noi siamo legati troppo alla dimensione nazionale e non comprendiamo i problemi europei… pensiamo che il movimento sia in crisi perché vediamo solo la dimensione nazionale! Credo che siamo in una fase in cui i Forum si muovono, ma per muoversi bene il tutto deve essere partecipato. L'anno prossimo ci sarà il Forum del Mediterraneo che metterà insieme culture diverse e con problemi immensi. Sarà una situazione complicata e delicata…sarà una scommessa forte. I processi sono in cambiamento e la discussione deve essere partecipata da tutti noi perché interessa ciascuno di noi. Servono realtà che apportino idee nuove e diverse, forze nuove e persone. E' importante che come Abruzzo Social Forum, se continuerete il percorso, questo sia uno degli elementi della discussione.


Ore 12.20 circa, breve intervento del moderatore (Renato di Nicola) sul Forum Sociale Mediterraneo:

Questo spazio (mediterraneo) fa riferimento a tre continenti, a culture diverse, ecc. una realtà con enormi conflitti (es. Cipro, Palestina, Egitto, Spagna, ecc.) su cui siamo poco informati. Spesso cadiamo nei tranelli tesi dall'informazione dei nostri mass media… e nel nostro passato ci sono state relazione pessime con quest'area…Inoltre diamo significati diversi a concetti come la Pace (assume valore diverso per un turco, un kurdo, un italiano, uno spagnolo, ecc.) e non sappiamo bene di cosa stiamo parlando finché non diamo parola a queste persone. E' difficile... ed il mediterraneo è una cosa da setacciare moltissimo… Poi parla della multinazionale Black and Witch (in partnership con la Halliburton) che vuole comprare l'acqua dei principali fiumi abruzzesi e trasferirli all'acquedotto pugliese che sarà privatizzato… queste multinazionali hanno progetti avanzati sul mediterraneo anche con fondi europei… per creare un mercato comune nel mediterraneo per esportare in nord europa e l'Italia farà da ponte, sulla scia degli Usa in Sudamerica… molte aziende usano questi fondi per esporre i loro progetti nelle fiere nelle città del mediterraneo, per convincerli… Esistono vari gruppi che già lavorano a questo tema che è anche il nostro… bisogna mettere insieme queste realtà. Barcellona, a giugno, sarà importante… e noi dovremmo partecipare per conoscere altre realtà e per capire meglio… e per il percorso che offrono…

Ore 12.35 brevissima domanda di Enrico di Paolo (assessore provinciale al Territorio) per un'iniziativa che ci sarà in primavera:
Pone prima una domanda sulla qualità e sul livello della partecipazione. Il problema è far uscire le proposte concrete, dice. ma cos'è questo spazio? Il mediterraneo è tornato in auge da quando il mercato con l'Indocina è in crisi… Abbiamo rapporti da millenni tra le due coste… dobbiamo attrezzarci su queste tematiche. Io ci sto lavorando da tre anni su questo progetto-incontro per definire la cultura, lo spazio e il luogo del mediterraneo, ecc. per poter parlarne insieme anche a Pescara, insieme al movimento.

Domande dal pubblico per Del Roio:

1. il rapporto tra Lula ed il Movimento;

Del Roio:
risponde prima alla domanda sulla partecipazione al Forum mondiale.
Ci sono i Forum mondiali dei Magistrati, degli amministratori locali, ecc. questi Forum sono fisicamente lontani tra loro… molti Sindaci sono dentro e altri sono fuori dal processo del Forum sociale mondiale… il concetto è che voi parlate tanto e siete bravi qui, ma poi quando tornate nei vostri paesi che fate?
Il Pt (Partito dei lavoratori che ha inventato il bilancio partecipato) ha perso a Porto Alegre perché l'opposizione criticava il processo di partecipazione e di democrazia al bilancio partecipato che secondo loro si era fermato e non radicato… anzi era troppo ripetitivo. Quindi ogni progetto, anche il più avanzato, se non ha una nuova spinta costante, rischia di fossilizzarsi, burocratizzarsi… questo è interessante… perché nelle scorse elezioni non ha vinto la destra a Porto Alegre, ma ha votato su questo tema.
Lula ha fatto poche settimane fa una dichiarazione infelice, secondo noi, sul Forum: ha detto che il Forum sociale mondiale è troppo ideologico e poco concreto. Es. non riesce a risolvere il problema della pace…Poi c'è stato incontro che non è andato molto bene, anche se Lula si è corretto… però i rapporti ci sono ed è inevitabile…
I Sem Terra, hanno un manifesto che gira tutto il paese, con la foto di Lula e che non dice niente tranne questo: "se come Presidente non posso cambiare niente allora farò una sola cosa, questo lo giuro: farò la riforma agraria!". I Sem Terra sono maturi, non esigono il mondo ma solo una diversa politica economica … la critica maggiore è su questo tema. Però c'è un problema politico: fare crollare il governo Lula vuol dire far cadere tutto sulla testa del movimento… oggi c'è un grande dibattito su questo. E' positivo che ci sia questo conflitto-dialogo, comunque c'è un sistema democratico che va avanti in Brasile, si parla dei nostri temi, le privatizzazioni sono bloccate al 99%, si sperimentano nuove forme di comunicazione di massa ecc. esiste questo dialogo aspro tra Lula ed il Movimento. Vediamo nelle prossime settimane come andrà la ristrutturazione ministeriale che è in programma…

Brevissimo intervento di un signore, esponente dei Verdi:
parla dei grandi temi come economia, pace ed ecologia. Ci vorrebbe da parte del Abruzzo Social Forum una maggiore attenzione all'economia alternativa. Inoltre l'Abruzzo sta subendo dei duri attacchi da parte di questa amministrazione regionale. Annuncia che i Verdi vogliono organizzare una grande manifestazione contro la legge delega sull'ambiente, per difendere il territorio regionale e nazionale.

Brevissimo intervento da parte di un esponente della comunità islamica Abruzzo-Marche:
Saluta e pone il problema dell'immigrazione (fenomeno sociale) e sul dialogo interculturale… bisogna incontrarsi nel territorio per conoscersi meglio… anche tramite il futuro Forum del Mediterraneo. Invita a discutere tematiche come terrorismo, islamismo, ecc. conoscere meglio le nostre culture tramite seminari, convegni, incontri, ecc. Noi possiamo essere utili strumenti per chiarimenti e per facilitare questo incontro tra culture diverse.

Altre domande dal pubblico:
purtroppo la domanda della signora Paola Corsetti (insegnante) non è stata registrata bene su cassetta.
Poi c'è la domanda di un signore che parla di Genova 2001 ed il problema tra violenza e non violenza all'interno del movimento italiano. Inoltre cita il libro "Cambiare il mondo senza prendere il potere" molto interessante per sapere dove vuole andare il movimento… e chiede se questo dibattito ci sia stato anche a livello mondiale.
Un'altra domanda, da parte di un immigrato, pone il problema del diritto di voto agli immigrati e la posizione del Social Forum su questo tema.
Poi un'altra domanda da parte di Bruno (CGIL FIOM) è sull'organizzazione del movimento e su come riuscire "a fare soldi"… inoltre sottolinea una mancanza di continuità del movimento a lavorare nel tempo sui temi.

Risponde Marco Bersani (militante di Attac):
ricorda che questo è una discussione e che tutti possono/devono rispondere a queste domande. Sottolinea l'importanza di Seattle, che è stata un'esperienza fondativa perché ha posto il problema della democrazia delegata. Comunque il movimento è figlio di Seattle come di Porto Alegre. Il movimento è emerso a Seattle, non è nato a Seattle, perché già esisteva prima di Seattle. E' stato deciso a Seattle di porre il conflitto sociale su questo tema: non basta più che ci muoviamo in parallelo e voi altri decidete, ma ha posto il problema del conflitto sociale perché ormai siamo maturi, abbiamo capito, e vi diciamo che voi non avete il diritto di decidere! Ricorda che ha partecipato a decine di dibattiti su questo tema mezzi-fini, cosa si fa cosa non si fa… io vorrei porre la domanda in un altro modo: siamo d'accordo che un altro mondo possibile necessita, di sensibilizzazione, di partecipazione ma anche di conflitto?
Uno, perché non è che ci cedino il potere perché gli spieghiamo… non è che assisteremo ad una cessione di sovranità da parte dei poteri… Bush non è che non ha capito, lui sa benissimo quello che fa e sceglie una via da seguire…
Quindi io la domanda la pongo così: discutiamo di quali siano gli strumenti migliori per esercitare il conflitto oppure discutiamo degli strumenti per non esercitare il conflitto? Questo è un problema reale, eppure non ne discute nessuno e non lo risolve, scusatemi la schematizzazione, ne Casarini, ne la Rete Lilliput! Cioè quando discutiamo "con quali mezzi si fanno le cose", lo facciamo per creare dei conflitti col potere oppure per addormentare il movimento? Io non so qual è la risposta… Ogni tanto ci ingarbugliamo su questo discorso come, per esempio, siamo più figli di Porto Alegre (perché lì riflettiamo sui temi, discutiamo, approfondiamo, ecc.), siamo meno figli di Seattle (perché lì è emerso il conflitto, pratica concreto di scontro)… io spero che ci sentiamo figli di entrambe le cose. Sono assolutamente convinto che la rivolta sociale fatta rompendo sette Bancomat è una barzelletta! Sono anche convinto che la discussione (e per come sia stata discussa) che c'è stata "violenza/non violenza" non è stata approfondita. Culturalmente non sono un "non violento" in senso assoluto ma so che esiste una cultura forte dietro la non violenza… faccio fatica a pensare che la discussione che c'è stata in questi mesi tra Bertinotti/Rifondazione ed il Movimento, sia quella discussione lì. Ho l'impressione che in realtà la discussione su violenza-non violenza, cambiare il mondo senza prendere il potere, sia nata all'interno di Rifondazione Comunista, come tentativo di trasformazione interna, che li abbia subito una "inpasse" e che sia stata immediatamente proiettata all'esterno. Il fatto che negli ultimi anni nella Agenda del movimento ci sia stato il problema della violenza sinceramente mi fa sorridere! Negli anni Settanta si discuteva di violenza ma, una cosa come Genova non era mai successa, cioè la sospensione temporanea del diritti civili per tutti…non era mai successo! Il Movimento ha superata quella cosa lì… che era una cosa pazzesca… perché il gioco è sempre lo stesso: li massacriamo; e cominciamo da quelli che hanno le mani bianche per far capire che il problema non è come vi comportate; noi massacriamo quelli con le mani bianche perché vogliamo dirvi che dovete andare a casa, che non dovete stare insieme a quegli altri! E poi massacro gli altri per farli prendere le armi! Il gioco era quello… far scivolare l'area più radicale nella violenza, nella scelta della violenza, e spaventare l'altra area e dividerla da quella più radicale. Il Movimento questa cosa l' ha superata in avanti! Vorrei sottolineare questo, cioè quando facciamo un passo forte vorrei che ci fosse una consapevolezza collettiva di questo passo… è stata una cosa gigantesca: noi non siamo tornati a casa e non siamo caduti nella trappola del metodo violento!
Allora quando due anni dopo discutiamo di violenza-non violenza, come se un casco in una manifestazione o una parola detta, ecc. sia un emergenza del movimento, io francamente sono stupito, perché vuol dire che non abbiamo in mente che passaggio storico ha fatto questo Movimento che non si è spaventato e che non sia neanche caduto nel tranello! Questa cosa qua la dobbiamo guardare in avanti e credo che bisogna ridiscutere approfonditamente su tutto questo! Ma perché…io sinceramente non mi accontento del fatto che noi abbiamo le proposte… perché le proposte vincono se costruiamo conflitto sociale, non se le spieghiamo. Esempio: Tommaso Moro quando ha spiegato "Utopia" al re, questo gli ha tagliato la testa! Esiste anche il discorso sul prendere il potere o meno ma esiste un potere partecipato, quando i cittadini vogliono impedire la privatizzazione dell'acqua, chiedono il potere di farlo. Io ho letto quel libro ("Come cambiare il mondo senza prendere il potere") ma, a mio giudizio personale, credo che si fermi prima del conflitto e speri che le cose cambino senza arrivare al conflitto…
Oggi dimentichiamo che c'è una trasformazione giuridico culturale da tenere presente: ieri chi voleva il potere prendeva le armi! Se ti arrestavano, ti indagavano e giudicavano in un processo per il reato di banda armata… oggi c'è l'Unione Europea che decide chi sono i terroristi e chi no, cioè la politica e non la Magistratura, che ti fa un elenco delle organizzazioni terroristiche! Noi non ci siamo quasi accorti di questo passaggio epocale! Se la politica decide che i "No global" sono un organizzazione terroristica, voglio vedere come la mettiamo… io non credo che sia risolto dicendo "bene adesso abbiamo smesso di fare certe manifestazioni adesso parliamo delle proposte"… io vorrei vedere oggi queste proposte all'interno del conflitto concreto come li viviamo…
A questo punto c'è l'intervento del signore che aveva sollevato il problema (violenza-non violenza) con la sua domanda ribadendo che voleva sapere se questo problema c'era stato anche a livello mondiale… Bersani risponde che questa riflessione è stata forte nel movimento italiano, comunque gli sembra che a livello europeo la scelta sia per un movimento di lotta pacifica di massa… ma non è così in tutto il mondo.
Per quanto riguarda il voto agli immigrati esso è strettamente connesso con la residenza nell'Unione Europea… anche nel trattato Europeo se ne parla… e quindi la lotta sarà su questo.
Sull'organizzazione, per rispondere ad un'altra domanda di Bruno, sfondiamo una porta aperta… abbiamo ancora dei debiti come Movimento italiano (75.000€ a Firenze dice del Roio) ma il problema mi sembra giusto ma è astratta… cioè dire facciamo l'organizzazione non risponde alla realtà che ci sia adesso! Rischia di essere una scorciatoia (rumore d'aereo impedisce sentire altro), abbiamo provato come movimento ma non ha funzionato finora perché è un insieme di associazioni ed organizzazioni, quindi non è un Movimento spontaneo è molto territoriale. Pensare ad organizzarlo, nel senso classico del termine, francamente penso che sia impossibile, ma non per insufficienze ma perché non corrisponde alla realtà delle cose… comunque bisogna creare maggiori sinergie!


Risposta di Del Roio:
il Forum Mondiale ha un organizzazione, e non potrebbe esistere senza un organizzazione, e neanche questo movimento. Il Forum Mondiale ha una sede a San Paolo, con funzionari pagati, ci sono traduttori e computer. Tutto questo costa molto e cade sul movimento sociale brasiliano… poi c'è il comitato politico che gestisce vari milioni di dollari. Il movimento però è anche stato nelle strade a lottare, con morti e feriti. Tutto questo c'è nel Forum Mondiale. C'è anche un'unica delegazione che unisce rappresentanti palestinesi ed israeliani, e questo è molto interessante. Esiste la delegazione irakena… è chiaro che a loro non puoi parlare di non violenza perché loro rivendicano il diritto alla resistenza. Esiste la delegazione basca… sono per l'indipendenza… personalmente sono contrario alle rivendicazioni di indipendenza perché la frammentazione in piccoli Stati favorisce i grandi Stati ed il capitale…ma questa è un opinione mia.


Ore 13.15 Renato Di Nicola:
Il Forum dei Migranti, in Abruzzo, è fallito… ed è un tema difficile da portare avanti, con limiti anche di "burocracy". Bisognerebbe lavorare sull'insieme dei problemi dei migranti ma siamo ancora all'emergenza personale e quindi è un processo ancora più difficile, più lungo. Non dobbiamo pensare di insegnare agli immigrati la rivoluzione o il cambiamento perché sarebbe un errore lavorare su gli immigrati e non con gli immigrati. Da parte nostra c'è la massima disponibilità a farlo insieme. Verifichiamo anche come.
Poi parla dell'Uruguay, della resistenza nascosta nelle fogne… ora l'acqua e le strutture sono dichiarate intoccabili nella loro costituzione perché l'acqua è un diritto umano. Il movimento di lotta è internazionale e riporta delle belle vittorie. Come per esempio l'approvazione di un ordine del giorno, presentato da Agnoletto ed altri parlamentari della sinistra europea, in cui il parlamento europeo s'impegna durante le trattative internazionali di permettere ai paesi con seri problemi di AIDS di produrre i medicinali a prezzi reali! Questa è concretezza per milioni di persone… il Movimento è anche questo.
Marco Bersani (militante di Attac) parla della direttiva Bolkestein:
alle vittorie del movimento va aggiunta la notizia che la Bolivia ha approvato una legge per nazionalizzare il gas naturale dopo una sollevazione popolare…
Brevemente vi parlo della direttiva Bolkestein che riguarda il mercato interno dell'Unione europea. Per capirla però dobbiamo pensare al ruolo che occupa l'UE sul mercato esterno. Il 2005 è un anno decisivo: a dicembre ci sarà a Hong Kong la riunione del W.T.O., un nuovo round dopo il passo falso di Cancùn. Intanto però i negoziati G.A.T.S. sui servizi proseguono sempre...
A giugno 2005 l'Unione europea, come tutti i paesi aderenti al W.T.O., deve formulare agli altri paesi quali settori vuole che vengano privatizzati…e contemporaneamente deve dire quali servizi mette sul mercato!
A luglio 2004 (documento Commissione Prodi) richiesta UE a 109 paesi di liberalizzare i servizi… per fare questa richiesta l'UE deve liberalizzare a sua volta il suo mercato interno…questo per evitare un altro passo falso come a Cancùn dove è stata ribadita la tesi "voi ci chiedete di liberalizzare ma poi siete i primi a proteggere il vostro mercato interno (in riferimento soprattutto all'agricoltura sovvenzionata con molti fondi dalla UE, e USA)"…viene elaborata la Direttiva Bolkestein (dal commissario per la competitività del mercato interno, l'olandese Bolkestein) ed approvata dalla Commissione Europea gennaio 2004. Sono state consultate 10.000 aziende e neanche un sindacato europeo! Tempi della direttiva B.: doveva essere approvata già a settembre 2004… poi è slittata a marzo 2005. Presumibilmente non arriverà al voto finale prima di luglio.
E' possibile fare anche degli emendamenti alla prima lettura in aula del Parlamento Europeo. Non è automatico che un emendamento votato venga poi recepito dalla Commissione…la Commissione Europea (oggi guidata dal Presidente Barroso) non è obbligata ad inserire l'emendamento nella legge… la valuta e la può anche scartare e/o modificare, purtroppo funziona così… poi c'è un secondo passaggio. Se ci sono altri emendamenti c'è una commissione di conciliazione, formata da elementi del Parlamento e della Commissione che lavorano insieme per elaborare il testo finale. Quando il testo finale andrà in aula verrà approvato o bocciato… Secondo Bersani la Bolkestein farà tre passaggi in aula e non due perché ci sono troppi interessi in gioco…ecco perché luglio 2005. Poi spiega la direttiva B. : in poche parole, testuali, "privatizzare ogni servizio esistente per il quale esiste un rapporto a pagamento" .. questa direttiva è peggio del G.A.T.S. perché non permette modifiche a livello nazionale! Bisogna eliminare tutti gli ostacoli burocratici all'insediamento di nuove aziende sul territorio, senza restrizioni di nessun tipo. Le autorità locali non hanno più voce in capitolo!
Al principio di armonizzazione, tipico delle leggi UE, è stato sostituito il principio del paese d'origine! Se ho la sede legale in Italia e voglio aprire una filiale, fabbrica, ecc. in Germania chiedo l'autorizzazione non alla Germania ma alle istituzioni italiane! Anche i lavoratori si porteranno dietro le normative del paese d'origine dell'azienda! Anche il controllo, gli ispettori del lavoro, ecc. spetta al paese d'origine! Questo provocherà come prima conseguenza il ribasso del costo del lavoro all'interno della UE! I paesi nuovi aderenti all'UE oggi si chiamano "a Stato minimo" perché sono già state abolite molte regole e leggi sociali, cioè Welfare al minimo, ecc.
Poi c'è da tenere in mente anche l'attacco all'orario di lavoro: oggi l'orario di lavoro si calcola su base settimanale, e formalmente non si può lavorare più di 48 ore settimanali, questo è il tetto legale, se viene superato diventa reato. Una nuova direttiva vuole calcolare l'orario di lavoro su base annua! Magari il tetto annuale resta lo stesso, ma come azienda posso decidere di farti lavorare 3 mesi a 65 ore settimanali ed i 3 mesi successivi lavori di meno perché come azienda ho altri ritmi, ecc. Questo sarà il nuovo tetto settimanale legale(65 ore). Quindi il utto è legato alle esigenze di produzione.
Per quanto riguarda la Bolkestein: per prima cosa bisogna fare informazione presso le persone…
Bersani crede che la direttiva non verrà approvata così com'è, perché è stata molto criticata. Ma comunque l'obiettivo più importante per le aziende è far passare il "principio del paese d'origine" perché una volta passato il principio, cambia il paradigma… il gioco è sempre quello. Quindi è importante chiedere il ritiro della direttiva, senza se e senza ma!
Sulla direttiva Bolkestein stanno lavorando tutti i sindacati del nord: svedesi, belgi, olandesi, da tempo. La C.E.S. (Confederazione Europea Sindacati) ha una posizione ambigua: sul loro sito trovate 10 buoni motivi in cui dicono No alla Bolkestein, e poi chiedono delle profonde modifiche della direttiva!

I Sindacati di categoria invece hanno posizioni diverse: sono per il ritiro i sindacati europei della funzione pubblica ed anche quella per i trasporti.
In Italia c'è stato un primo incontro nazionale la settimana scorsa ed hanno aderito tutti i sindacati di base, la FIOM e la CGIL . Inoltre ci sono vari Social Forum. Tutti sono per il ritiro della Bolkestein. Insieme abbiamo deciso di produrre:
" un appello, per raccogliere tutte le adesioni alla campagna
" promuovere un primo convegno nazionale per lanciare la campagna (inizio febbraio 2005)
" trasformare l'appello in una petizione popolare
" fare pressioni sul Parlamento tramite i senatori di Samarcanda
" un sito per la campagna nazionale. Già oggi si trovano informazioni sul sito di ATTAC e su quello della CGIL Funzione Pubblica.
" 19 marzo 2005 manifestazione di massa a Bruxelles contro l'Europa liberista (manifestazione lanciata dal Forum Sociale Europeo di Londra)! Bisogna ancora decidere se si faranno tante manifestazioni in Europa, una in ogni capitale, ecc.

Comunque sia, ogni rete dovrebbe fare informazione e pressione sul proprio territorio…

Inoltre dal 10 al 16 aprile 2005 (come deciso dal Forum Sociale di Mumbay) tutte le reti contro il GATS, WTO, ecc. hanno deciso di organizzare la settimana delle mobilitazioni, manifestazioni, critiche, ecc. contro il liberismo e quindi anche contro la Bolkestein.

Infine c'è la questione degli E.P.A. (Economic Partnership Agreements) nel 2005.
Si tratta di accordi di partnership economici e sono di natura bilaterale tra UE e gli altri paesi, soprattutto il famoso G77 (i paesi più poveri del mondo). Quindi il 2005 è un anno molto importante per la costruzione del mercato mondiale interno ed esterno!!!
Il Forum Sociale Europeo deve creare una dimensione europea e la direttiva Bolkestein, forse per la prima volta, riuscirà a creare una campagna di massa e di opposizione europea al liberismo.


Ore 14.00 Pausa Pranzo Equo Solidale

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