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Un articlo di di Norma Bertullacelli Genova 2001- 2011: il forumcultura dal centro alla periferia (Liberazione.it)


By Anonimo



 

 

Genova 2001- 2011: il forum cultura dal centro alla periferia

di Norma Bertullacelli

Genova

Perché un "Forumcultura" all'interno del coordinamento che organizza le iniziative del decimo anniversario del g8 di Genova? «Individuiamo gli Otto come autori e garanti di un sistema internazionale profondamente ingiusto, che riserva al 20% più ricco degli abitanti del pianeta l'80% delle risorse disponibili; che attua misure legali ed economiche sempre più escludenti e che non può né vuole risolvere il problema della miseria neppure all'interno degli stessi paesi ricchi; che non esita a ricorrere alla forza delle armi per difendere i privilegi, le fonti energetiche e la leadership dell'unica grande potenza rimasta, gli Stati Uniti (...) gli aggiustamenti strutturali imposti ai paesi più poveri come condizione per i prestiti o per risibili cancellazioni del loro debito estero, sono stati giudicati uno strumento di indebita ingerenza nelle loro economie, volto ad imporre o accelerare le privatizzazioni ed tagli alla spesa sociale allargando sempre più la forbice tra poveri e ricchi (dal documento della rete controg8 per la globalizzazione dei diritti, 2001)». Come abbiamo constatato semplicemente vivendo in questo paese, come evidenzierà la mostra "Cassandra" e come dimostreranno le mille iniziative politiche del decennale del g8 di Genova, le previsioni peggiori di dieci anni fa si sono avverate. L'Italia ha fatto propria la politica degli "aggiustamenti strutturali", bandiera del Fondo Monetario internazionale, ed ha proceduto selvaggiamente a tagliare la spesa sociale ed a privatizzare "tutto" (o quasi: e qui sorrideranno i promotori e le promotrici del referendum sull'acqua, che hanno messo un bel macigno nell'ingranaggio). Questo Paese ha massacrato la scuola pubblica tagliando ore ed indirizzi di studio, ed ha cacciato dalla scuola migliaia di insegnanti. Ha aumentato il numero degli alunni per classe, e concede col contagocce gli insegnanti di sostegno ai ragazzi che ne avrebbero diritto. Ma ha mantenuto ed aumentato i finanziamenti alla scuola privata, che l'astuto D'Alema era riuscito ad elargire aggirando la costituzione (ricordate: "senza oneri per lo Stato"?). L'Italia ha tagliato spietatamente i fondi per la cultura: abbiamo visto crollare monumenti storici, abbiamo visto registi ed attori in piazza; i genovesi ricordano la sorpresa dei passanti che vedevano i musicisti ed i lavoratori "tagliati" del Carlo Felice fare musica in strada per difendere il "loro" teatro; per non parlare dell'abbandono delle case e dei monumenti dell'Aquila. Per il più "privatizzato" dei beni privatizzati, il petrolio, sta partecipando a due guerre ingiuste, criminali ed illegali; con un tale spreco di risorse che persino una persona così cinica da inventare i "respingimenti", il ministro Maroni, ha giudicato eccessivo. Intanto il "notaio" che dovrebbe difendere la costituzione repubblicana ed il suo ripudio della guerra, nonché capo supremo delle forze armate, il presidente Napolitano, incoraggia i guerrafondai anziché i pacifisti. E, nonostante questi crimini, la povertà è aumentata, in Italia come negli altri paesi ricchi; e la forbice tra ricchi e poveri continua ad allargarsi. Si era scritto nel 2001: «Abbiamo deciso di contrapporre manifestazioni nonviolente a quel massimo di violenza e prepotenza che il vertice dei g8 rappresenta: alcuni/e di noi perché ritengono questo tipo di manifestazioni idonee al boicottaggio del vertice; altri/e per una scelta ideologica, etica o politica». A questa volontà si ispirano secondo me due iniziative: l' "Ora in silenzio per la pace" ed il "Forum cultura". Ogni mercoledì, dai giorni dell'attentato alle Torri gemelle un gruppo di persone, a volte sparuto, a volte più nutrito, occupa per un'ora i gradini del palazzo del g8, il Palazzo Ducale di Genova esponendo cartelli e distribuendo volantini (duecentosessantamila a tutt'oggi, se i miei calcoli sono esatti). E ricorda ai passanti che l'Italia è in guerra, e non dovrebbe, e non potrebbe; che con i soldi degli ultimi sei mesi di guerra del 2010 si sarebbero potuti fornire libri gratis a 1 milione 310mila studenti o stipendiare 29.772 insegnanti Ma, soprattutto, li invita a riflettere e ad osservare le cose da un punto di vista diverso da quello proposto dalla tv. Il Forum Cultura, che aderisce al coordinamento Verso Genova 2011 fa qualcosa di simile: offre da venerdì scorso gratuitamente, distribuendoli fra in centro ed i municipi cittadini, quasi trenta spettacoli teatrali e musicali, non necessariamente legati alla memoria su quel g8, ma certamente utili per crescere, imparare e riflettere sulla scia del movimento dei movimento. Nella testata della locandina che illustra gli spettacoli e le mostre il Forum Cultura ha scritto: «La cultura e le arti sono beni comuni, come l'aria, l'acqua, la salute, l'energia. Il territorio». Non un lusso, ma un diritto. Quasi come il pane e le rose.

 http://www.liberazione.it/news-file/Genova-2001--2011-----LIBERAZIONE-IT.htm

LIBERAZIONE 27/06/2011