|
Mailing list | Radio | Contatti | Link | e-mail: info@abruzzosocialforum.org |
Notizia inserita nella sezione Gruppo Informatico e Comunicazione
By No caserme in pineta!
Come ben saprete da lunedi' scorso 1° Settembre un gruppo di cittadini, esponenti di forza politiche, ambientalisti, cani sciolti (e senza museruola!) stanno presidiando costantemente la zona in cui e' prevista la costruzione del comando provinciale dei Carabinieri di Pescara, con annessi 16 alloggi per ufficiali.
La contrarieta' a quest'opera e' presto detta: non ci va che venga costruita una caserma all'interno di una riserva naturale, sottoposta a vincolo ambientale.
Ma dietro questa storia c'e' ancora una volta lui: il Nero Barbuto, Nino Sospiri.
E' lui il fautore di questo scellerato accordo che vuole una caserma costruita proprio li', nel bel mezzo di un parco, sopra una falda acquifera, unico accesso rimasto per le acque interne al mare, con gli apprtamentini vista mare per gli ufficiali della Benemerita.
Il presidente di Ambiente e Vita - pseudo associazione ambientalista - e' il principale attentatore, insieme alla Talpa Lunardi, della montagna a noi piu' cara, il Gran Sasso, ed ora si e' lanciato in questa nuova tristissima avventura, che vuole miglia di metri cubi di cemento dentro una riserva naturale. Alla faccia dell'ambientalista Sospiri!
Ecco i fatti:
venerdi' notte ignoti lanciano un petardo nella zona presidiata. La Digos indaga, ma niente.
Sabato notte, approfittando della mancanza di compagni che dormivano nel camper posto a blocco dell'ingresso alla pineta, altra incursione. Questa volta scompaiono striscioni e bandiere delle forze aderenti al presidio, in particolare lo striscione "SOSPIRI VERGOGNA" e lo striscione del Quartiere 2 Porta Nuova, (che tra l'altro ieri ha votato all'unanimita' - con l'assenza guarda caso dell'unico consigliere di AN - la contrarieta' alla costruzione della caserma). Ne rimangono poco piu' di una decina, a fronte delle oltre 20 del giorno prima. La Digos indaga, ma niente.
Domenica notte, altra incursione: scompaiono gli striscioni rimanenti, rimangono solo le bandiere della margherita e qualcosa della CGIL, oltre la bandiera di rifonda messa in cima al camper. La Digos indaga, ma niente.
Lunedi' notte e' passata tranquilla, ed i compagni hanno ricominciato a dormire nel camper.
Questo e' quanto.
La lotta continua.
La caserma non la vogliamo.
I fasci sono sempre gli stessi.