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By Comitato per Natascia
Natascia Berardinucci è un’infermiera che prestava servizio presso il distretto sanitario di base di Sambuceto fino allo scorso 30 novembre, giorno del suo arresto. E’ stata accusata di stalking nei confronti di un uomo e ritenuta pericolosa tanto da disporne la detenzione in carcere. In fese processuale è stato dimostrato che la persona che l’ha denunciata era il suo fidanzato all’epoca in cui lo stesso si riteneva perseguitato con molestie morali, psichiche e fisiche.
Natascia soffre di Parkinson giovanile ed ha difficoltà nella deambulazione, assume dei farmaci che ne possono alterare l’umore e nonostante ciò in questi anni si è distinta nel volontariato sia localmente, con la Croce Rossa Italiana, che in Africa, andando lo scorso anno per un mese nella comunità keniota di Chaaria. La sua detenzione continua fino ad oggi e si è consumata nel carcere di Teramo, di Pisa e poi nuovamente a Teramo. I primi 23 giorni di detenzione sono trascorsi senza la possibilità di ricevere delle visite da parte dei suoi familiari e successivamente al trasferimento a Pisa le è stato somministrato un farmaco per controllarne gli sbalzi d’umore che l’ha costretta all’immobilismo totale e solo la solidarietà e l’umanità delle compagne di cella le hanno permesso di garantirsi una condizione igienica adeguata.
Trascorsi 106 giorni all’interno delle case circondariali i periti del Tribunale l’hanno dichiarata incompatibile al carcere a causa della malattia e le sono stati concessi i domiciliari all’interno di una residenza protetta per disabili intellettivi perché, oltre ad essere la seconda donna in Italia accusata di stalking, viene, comunque, ritenuta ancora “pericolosa”. Nel frattempo l’uomo che l’ha denunciata ha dichiarato che casualmente, essendosi recato all’outlet di Città Sant’Angelo, qualche volta si è trovato a passare davanti alla struttura dove è ricoverata Natascia che, ovviamente l’ha riconosciuto.
Natascia è rintracciabile su facebook ed ognuno potrà rendersi conto direttamente delle sue condizioni di salute: provata dalla detenzione ma comunque determinata nell’ottenere giustizia per uscire da un incubo che si protrae da 6 mesi e che appare più la sceneggiatura di un film dell’orrore che la realtà.
Natascia non ha accettato il patteggiamento propostole che, sebbene potrebbe comportare la cessazione della detenzione e l’ottenimento di un pena più lieve rispetto a quella eventualmente inflittale in un processo
dibattimentale, equivarrebbe all’assunzione della colpevolezza dei reati contestateli.
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E’ possibile che una donna accusata di stalking, affetta tra l’altro dal morbo di Parkinson, possa essere detenuta per sei mesi senza che sia stata emessa ancora nemmeno una condanna?
E’ realmente così pericolosa Natascia da giustificarne il ricovero presso una struttura per malati mentali?
Andatela a trovare e vi renderete conto da soli di fronte a che ingiustizia ci si trovi!
Ciò che si chiede è la libertà per una ragazza che nel corso della sua vita ha dimostrato in ogni sede di essere una risorsa per la società, e non un pericolo!
Ciò che le si deve è la dignità che spetta ad una Persona e ad una Donna che intende vivere e non semplicemente essere viva.
Comitato per Natascia
Per contatti, informazioni ed adesioni contattate:
comitatopernatascia@email.it - tel. 333.3848748