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Forum Territoriali e Tematici Abruzzesi: .: Gruppo Informatico e Comunicazione :.
By Kabawil Onlus







Intervista e lezione con pathos
di Ilaria
Sul tardi, nella mattinata, la Caravana si reca all’università invitata per un’intervista dai ragazzi della Prensa Madres. Qualcuno di noi ha le proprie motivate titubanze non essendo pienamente in grado di esprimersi in spagnolo. Poi però ognuno, sotto sollecitazione dell’intervistatore, pone un tassello della propria personale esperienza su ciò che è stato l’incontro dirompente con queste donne speciali. Da apripista fanno Julia e Renato, come sempre. Poi la silenziosa Giannina interviene rilevando l’autorità mista a tenerezza che trasmettono le Madri e la relaziona alla sua esperienza del femminismo italiano. Fernando riporta invece uno spaccato di quel che è divenuta la difficile situazione italiana; Letizia sottolinea come le Madres, pur con la loro dolcezza, ti richiamano all’impegno, quasi rimproverassero, benevole ma dure, incalzandoti, chiedendoti “qué estàs haciendo?”. Enrico dice che Hebe lo fa pensare a sua madre e Antonio parla delle Madri come un modello di rivoluzione moderna e concreta, e quindi possibile per tutti. Qualcun altro fa emergere la capacità di coesistenza di passato, presente e futuro che hanno le Madri. Più silenziosi Paola, che col cuore in gola, sintetizza chi siano per lei le Madri, Riccardo e Francesco. Io, come sempre, non ho quasi spiccicato parola, ma pensavo a quanto queste semplici donne siano riuscite ad elevarsi sempre più culturalmente, emotivamente, politicamente, tanto da divenire un vero punto di riferimento non solo per gli studenti della loro università, per gli operai delle loro missioni “Sueños Compartidos”, per gli impiegati della radio o per gli artisti dell’ECUNHI o per i corsisti di Cocinando Politica, ma anche per ministri, avvocati, scrittori o persino presidenti di nazioni e per noi che, pur venendo da lontano, ci sentiamo tanto vicini a loro. Poi, come per tacito accordo, siamo rimasti tutti seduti a parlare tra noi anche dopo che l’intervistatore è uscito dall’aula. Ci è venuto spontaneo come in una riunione familiare non programmata.
A ora di pranzo ci attiviamo politicamente andando in Plaza Congreso e sostenendo i compagni e le compagne del movimento Gltb che appoggiano la legge in discussione al parlamento per l'approvazione del matrimonio e delle adozioni da parte degli omosessuali. Al contempo assistiamo anche alla manifestazione delle fabbriche autogestite e in produzione che chiedono una legge di supporto ai fallimenti che stanno subendo le cooperative nate in seguito al crack finanziario del 2001.

Alle ore 19 la professoressa Letizia Bianchi tiene nella sala “Juana Azurduy” la lezione “Lo que las Madres enseñan”. Nel 2007 viene conferita la Laurea honoris causa in Pedagogia dell'Università di Bologna a Hebe de Bonafini. Parve così riaffiorare il senso vero del nome Alma Mater che porta la suddetta Università. Per l’occasione la cerimonia fu cambiata. Tutte le Madri presero posto tra i dottorandi perché anche la laurea era compartida. Letizia entra nel vivo dell’incontro. Ciò che le Madri insegnano non è qualcosa che possiamo codificare, si perderebbe la qualità delle loro azioni che sono sempre in un divenire creativo. Le cose che dicono e fanno obbligano a pensare alla nostra responsabilità, a ciò che facciamo per un mondo migliore. Le Madri uscirono dalle loro case, non si chiusero nel dolore, hanno cercato la verità, hanno chiesto, si sono scontrate, si sono incontrate e hanno trovato. Trovano l’altro, riescono a comunicare anche solo col corpo e col pañuelo in testa, trovano la democrazia. Creano tessuto sociale. Tutto questo rompe gli schemi che la dittatura aveva creato: atomizzazione della società, omertà diffusa, indifferenza, creano una società che non vuole escludere, che vuole lavorare attraverso reti e collegamenti, dimostrano che lottando insieme è possibile realizzarlo. Rafforzano la loro azione socializzando la maternità, partono da un sentimento intimo e privato qual è il dolore per la scomparsa del proprio figlio per trascenderlo, rendendosi madri di tutti i desaparecidos, assumendosi una grande responsabilità e, al contempo, emanando una grande autorità. Il loro impegno con i figli si manifesta con l’apertura a tutti i giovani, con il patto tra generazioni, dato che il cambiamento riguarda tutti. Ne è testimonianza l’ECUNHI, luogo vivo di espressione della creatività. Se l’ex Esma fosse divenuto un museo ci si sarebbe andati una volta e mai più, sarebbe stato un monumento alla memoria terribile, si sarebbe perpetrato il ricordo degli assassini. Gli assassinati sarebbero state solo le vittime inermi, invece è un luogo di pensiero, di persone che possono incontrarsi, così è stata perpetrata l’azione dei figli e la loro volontà. Grazie a Julia che ha tradotto la lezione di Letizia ed insieme hanno commosso l’intera platea.

INSIEME ALLE MADRES, CELEBRANDO I LORO 33 ANNI DI LOTTA

L’Universidad Popular Madres de Plaza de Mayo convoca insieme all’Asociación Madres de Plaza de Mayo a partecipare alle attività che si realizzeranno nell’ambito del 33º anniversario dalla nascita delle Madres.
Giovedì 29 alle 15:30, accompagneremo come ogni giovedì, la marcia delle Madres in Plaza de Mayo. Alle 16:30 parteciperemo al Processo etico e politico ai giornalisti complici della dittatura. La continuità di molti di loro nei mezzi di comunicazione e dei gruppi imprenditoriali monopolizzati merita che oggi, 34 anni dopo, voi e noi, insieme alle Madri, li processiamo in Plaza de Mayo.
Venerdì 30, dalle 11:30, le Madres inaugureranno il piccolo cinema Che Guevara nell’ECuNHi (Avenida Libertador 8465 a Buenos Aires), con ospite la Presidentessa argentina, Cristina Fernández de Kirchner.
Alle 16, saranno inaugurati i nuovi studi da cui andrà in onda La Voz de las Madres-AM 530, in via Adolfo Alsina incrocio Luis Sáenz Peña
Alle 18 si terrà, in Plaza Congreso, la manifestazione per i 33 anni di lotta delle Madri. Presenterà l’evento Osvaldo Bayer e parleranno Teresa Parodi, Ricardo Forster, Renato Di Nicola ed Hebe de Bonafini.
Infine, ci saranno lezioni di tango e spettacoli dal vivo.
Ti aspettiamo!
Atmosfere sur-reali
di Riccardo
Dopo dieci giorni in terra argentina, la stanchezza comincia a farsi sentire; l’entusiasmo, per fortuna, non manca.
In mattinata abbiamo campo libero per girare la città.
La meta prescelta è il quartiere di La Boca, vecchio punto di approdo degli immigrati italiani e quartiere dei portuali e della nascente classe obrera argentina d’inizio ‘900.
L’atmosfera è particolare; ci immettiamo nel cosiddetto Caminito, la stradina più conosciuta del quartiere, quella che è considerata l’unico museo all’aperto dell’Argentina.
Siamo circondati da case colorate in lamiera, musica di tango, murales contro la dittatura e, man mano che ci si avvicina alla mitica Bombonera – lo stadio del Boca Juniors – crescono i murales e le effigi in onore del Dio del calcio Diego Armando Maradona.
Lo stadio all’interno è molto bello, si respira odore di erba e si percepisce la presenza e l’entusiasmo di quanti la domenica riempiono quegli spalti.
Camminando ci imbattiamo in un’assemblea del sindacato dei portuali e in un mural dedicato al nostro Fabrizio De André che ci ricorda che “dal letame non possono che nascere i fiori”.
Qui scopriamo anche che Gesù tifa Boca!!!
La passeggiata si conclude con il breve colloquio con un ragazzo del posto che conosce alcune band italiane come i Pitura Freska e la Banda Bassotti, e di una ragazza incuriosita dalla nostra Caravana.
Dopo un pranzo veloce, alle 14 nell’Aula Magna dell’Università Popolare, partecipiamo alla presentazione del nuovo archivio digitale delle Madres che informatizza tutti i documenti d’archivio raccolti dal ’76 ad oggi.
Ci sono articoli di giornali, volantini, testimonianze e soprattutto le foto delle Madres: in piazza, all’estero, nelle Università.
Da questi documenti emerge la grande forza d’animo ma soprattutto la loro tenacia e rabbia nel continuare la propria lotta.

Per noi italiani presenti in aula è stato molto emozionante vedere le Madri con il Presidente della Repubblica Sandro Pertini, e con Nilde Iotti.
Poco gradevole, invece, vedere le foto del nunzio apostolico Pio Laghi stringere le mani dei dittatori e dei terroristi di stato piuttosto che stringersi attorno al dolore delle Madri.
La digitalizzazione dell’archivio è un nuovo passo avanti per lasciare intatta la memoria vera e soprattutto per renderla fruibile alle nuove generazioni.
Alle ore 16 si parte per l’ECuNHi. Prima di entrare ci rechiamo nell’orto del Laboratorio di Cocinando Politica per una cerimonia tradizionale in occasione della nuova semina che darà i prodotti per la cucina di Hebe.
Qui partecipiamo ad un rito andino di augurio per il buon raccolto: ognuno di noi, in un cerchio intorno alla nuova terra arata, con i semi in mano, esprime quello che noi europei chiameremmo “desiderio”, ma che qui diventa una vera e propria preghiera personale per la Patcha Mama.
E’ un momento di raccoglimento per tutti, un’emozione particolare mai provata prima, che riporta al ricordo del misticismo e alle tradizioni ancestrali delle nostre terre d’Abruzzo, terre di “cafoni”, poeti e rivoluzionari spesso dimenticati.
Successivamente ci aspetta una lezione sull’integrazione politica, economica e sociale dell’America Latina.
Si parla e si discute su quale possa essere il miglior sistema adattabile alla situazione attuale.
La soluzione ideale sarebbe quella di rafforzare contemporaneamente l’ALBA (Alternativas Bolivarianas de las Américas) e il Mercosur per controbilanciare gli effetti disastrosi dell’eventuale entrata in vigore dell’ALCA, il trattato di libero commercio americano voluto dagli USA di Bush.
La lezione si svolge in un’atmosfera surreale, con Hebe da sfondo che prepara tutti gli ingredienti per la sua nuova ricetta da presentare al laboratorio di Cocinando Politica, in cui la stessa Hebe parla di gastronomia e politica: oggi assaggeremo il Repollo Relleno (cavolo-verza ripieno) che si rivela di nostro gradimento.
Dall’esperienza di Cocinando Politica è nato un libro che verrà presentato alla Feria del Libro di Buenos Aires l’8 maggio prossimo.
Alle 19 circa si torna alla normalità della metropoli: traffico, rumori, smog, treni, grattacieli e villas miserias ...la quotidianità!