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Caravana "Con las Madres: Cultura y Revolución": diario del viaggio/5


By Kabawil Onlus



La unica lucha que se pierde es la que se abandona
di Enrico

Un giorno passato con tranquillità a Buenos Aires, appena dopo aver fatto colazione subito per la città, ufficio postale e banca per le solite cose, cartoline e cambio.
Poi ci buttiamo nella metropolitana di buenos aires e andiamo ad Once. Li via via tra semafori, macchine e negozi di tutti i generi, un mare di persone che ti nuota a fianco, ognuno con i propri pensieri, con gli occhi rivolti all'orizzonte.
Anch'io ho i miei, come tutti i compagni della Caravana. Con Francesco parlo un po' tra un negozio e l'altro e mi racconta della sua esperienza, poi con Riccardo che mi dice della sua Sulmona e dei suoi amici e della tesi a giugno. Dentro il cafè prendiamo qualcosa e le immancabili medias lunas e poi a piedi all'abasto per incontrarsi con gli amici.
E qui mi ricordo delle compere che devo fare, delle commissioni dei miei amici rimasti in Italia,  di negozi che vendono zapatos e ropa di tango ce ne sono, e quindi entro insieme a Julia e Francesco nel negozio che ricordo il più interessante.
Scarpe da uomo e pantaloni neri da donna, ma se volessi cappelli, vestiti, di tutto e di più. Un po' di ritardo per l'appuntamento ma quando si sta dentro il negozio e vedi cose che ti piacciono vorresti comprarle tutte.
Arriviamo all'Abasto e lì ci aspettano gli altri: Paola, Fernando, Ilaria, Riccardo e Rosy.
Lì decidiamo di mangiare qualcosa, un centro commerciale molto grande a quattro piani e la metro che ci passa dentro. Nessuno ha tanta fame e quindi e`l'occasione per riposarsi un po' e fare quattro chiacchiere, una scala mobile che va su proprio sopra la nostra testa. Quattro risate anzi come al solito otto. Poi ci cominciamo a muovere e riprendiamo il sub per andare prima all'Hostel e poi alla Casa de las Madres. In metropolitana un tentativo di scippo a Julia, lei se ne accorge e dice agli altri in Italiano di stare attenti perchè c'è quel signore insieme al compare che sta rubando. Alla prima fermata borbottando parolacce i due ladri scendono, Julia ha rovinato la loro piazza.

CASA MADRES


Dalla Casa del las Madres andiamo alla Radio LA VOZ DE LAS MADRES, la radio AM delle Madri, da dove trasmettono i loro programmi, e dove alle otto assisteremo al programma di Hebe.

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Appena sento Hebe nella sala che va in "AIRE" comincio la mia riflessione e penso a cosa può essere una Madre.
Una Madre è chi ti accarezza fin dal primo giorno della tua vita e ti tiene stretto al cuore.
Ti veste, ti cambia, ti fa da mangiare, ti guarda, ti sorride.
Sa quello che pensi e quello che farai, ti sta sempre accanto, e non serve chiamarla perchè Lei c'è.
Ma una Madre sa anche parlare di politica, costruire case, scrivere libri e poesie, tenere lezioni all'Università, rivendicare la libertà, protestare e proporre.
Creare spazi per l'arte, per la condivisione, per liberare le nostre energie positive, non fare mai un passo indietro, indicarci la strada e dire con forza che:
L'unica lotta che si perde è quella che si abbandona.
 
Sono le dieci, finisce il programma, Hebe ha parlato con il giornalista Enrique Vasquez  e si avvia verso casa, l'accompagno sottobraccio fuori dalla radio verso la macchina sull'Avenida 9 de Julio; è stanca e mi dice "A quest'ora non ricordo nemmeno come mi chiamo", mentre invece mi stupisco ancora una volta per la sua forza inesauribile.


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Entre libros y Tigre
di Julia
 

Quale nesso ci sia tra i libri e una tigre non so proprio dirvelo.
In Caravana vuol dire
“finesettimanaappenatrascorsochecihalasciatolezampinedoloranti”.
 
Sabato siamo stati alla Feria del Libro nel complesso della Rural, nel bellissimo barrio di Palermo.
Appuntamento con le Madres nel loro bellissimo stand nel padiglione blu e giro tra i libri della Casa Editrice Madres de Plaza de Mayo.


feria
Tra le tante pubblicazioni un posto d’onore spetta al nuovo libro, che si presenterà il prossimo 8 maggio, frutto degli incontri del Laboratorio “Cocinando Politica” che Hebe de Bonafini tiene ogni martedì pomeriggio all’ECuNHi.

cocinando
Giriamo per la Feria dispersi secondo i nostri gusti. Non è più come una volta, quando trovavi un po’ di stampa alternativa, gli autonomi letterari e le case editrici autogestite.
Ora è un tripudio di commercializzazione del libro, case editrici rinomate e specialisti del settore libraio.
Io approfitto dello stand di Página12 dove ci sono gli inserti e le pubblicazioni che mi perdo vivendo lontana, e degli stand di historietas in cui trovo i miei disegnatori preferiti.
Grazie a Riccardo ho trovato il preziosissimo “Che” di Oesterheld e Breccia, introvabile, nello stand cubano.
 
Ci ritroviamo tutti allo stand delle Madres e finiamo la serata in uno dei ristorantini dell’Av.da de Mayo.
 
Domenica partiamo alla volta del Tigre, il delta del Río de la Plata.
Decidiamo di fare il tragitto con i mezzi pubblici, considerato che i tour turistici costano un botto e non ti fanno vivere l’ebbrezza del viaggiatore.
Prendiamo il colectivo 59 e dopo un’ora siamo nella Stazione Maipù da dove parte il Tren de la costa.


estacion
Arriviamo al Tigre dopo due ore di viaggio e prendiamo una lancha per l’isolotto dove ci aspetta un asado. Il posto è carino, e il sole ci riscalda la giornata.

barcos

orilla
In serata ci fermiamo al Puerto de Frutas dove Francesco incontra un paesano della famiglia materna. Il signor Iacobacci, detto Scatozza, gli ha raccontato che non è mai tornato in Italia e che sono 56 anni che vive in Argentina.
Dopo qualche giro tra le bancarelle riprendiamo il treno, il colectivo e siamo di nuovo nel ristorantino di Av.da de Mayo a mangiare.