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Caravana "Con las Madres: Cultura y Revolución": diario del viaggio/2


By Anonimo



20/04/2010

ES MAs vida
di Enrico

Il calcio e' la linea rossa di oggi perche' oggi si va a la Boca, il quartieri piu' italiano
di Buenos Aires, quello del porto, degli Xeneises, quello dello stadio del Boca Juniors.
Julia ci guida come sempre, lei e' di casa,
Paola e Fernando ormai carovanieri di esperienza, Francesco che scopre passo passo la citta', come Ilaria oggi piu' sollevata per il rilascio degli operatori di Emergency.
Prima operazione: trovare le monetine per pagare il collettivo (bus), $ 1,20 pesos, che ci porta alla Boca, il biglietto si fa sul pulman. Alla fermata bisogna fare la fila, una fila ordinata e civile che in sudamerica è qualcosa di (stra)ordinario. Si parte, passiamo in Plaza de Mayo, di fianco alla Casa Rosada e poi giriamo sull'av.da Paseo Colòn. Sullo sfondo, da lontano, notiamo i mulini a vento di Puerto Madero, la nuova citta, quella moderna.
Arriviamo al vecchio Ponte Avellaneda e, appena dopo l'angolo, ecco il Caminito.
Case di lamiera e legno colorate, bar, ristoranti, negozi, turisti, il tango per fare una foto o da comprare un cd o mangiare con due ballerini davanti, cartoline, qualche regalo da portare a casa.
E poi sullo sfondo si alza, in mezzo alle case, lo stadio: la Bombonera.
Entriamo e dopo un rapido giro sugli spalti siamo nel museo, dove troviamo le foto dei giocatori, dei soci fondatori, filmati per ogni anno della storia del club, si di ogni anno ... anche del 1976/77 con le vittorie del calcio, e le sconfitte dell'orrenda dittatura .. il filo rosso che ritorna e che ci porta nel pomeriggio a passare davanti ad un altro stadio, il Monumental, quello del River Plate dove nel 1978 iniziavano i mondiali di calcio, una specchio per le allodole, per far vedere al mondo come l'Argentina "non fosse".
Siamo con il pulman de las Madres, ci accompagnano Juanita de Pergament, novantasei anni, Hebe Mascia e Maria Rosa di Lujàn.
Solo a poche centinaia di metri dallo stadio il piu' grande e sanguinario campo di concentramento della dittatura: la Escuela Mecanica de la Armada, meglio conosciuta come la ESMA.
Il governo di Nestor Kirchner, dopo aver chiesto scusa per le atrocita' accadute in Argentina, ha deciso di dare i fabbricati della ESMA alle associazioni per i diritti umani e tra queste anche quella de las Madres de Plaza Mayo, che tra i fabbricati hanno chiesto ed ottenuto il Liceo Naval dove si addestravano i militari alla tortura.
Ma per le Madres non piu' "ESMA" ma un luogo che "Es MAs vida", l' "Espacio Cultural Nuestros Hijos", un centro dedicato alla cultura, agli anziani e ai giovani, dove da ogni attivita' rinasce la vita, i muri si trasformano in colline fiorite, mostre d'arte, corsi di interpretazione di tango, di teatro, di musica, dove alla morte prende posto la vita.
Sentire Juanita che parla davanti alla "Sala Negra", l'unica sala dove ci sono i nomi dei dittatori, dei genocidi, ci commuove di nuovo come ieri a pranzo, per loro nessun perdono. Come ieri, dove ha ribadito, se ancora ce ne fosse bisogno, la forza straordinaria che solo un amore straordinario puo' generare.
Questa forza, o questo amore comunque lo si voglia chiamare, sta nei trentatre anni di lotta de las Madres, in Argentina e in ogni parte del mondo, ed è nata dall'insegnamento dei loro figli.
In serata siamo tornati all'Università Popolare dove abbiamo assistito all'assegnazione del nome Juana Azurduy all'Auditorium e seguito la lezione che ha inaugurato la cattedra sul General San Martìn.


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19/04/2010

LE MADRI RICEVONO LA CARAVANA
di Paola

Al nostro arrivo con immenso piacere notiamo i lavori di ristrutturazione del Café Literario.
Veniamo ricevuti dalle Madri che ci mostrano la Casa de las Madres, l'Università Popolare e l'Archivio, illustrandoci i lavori di documentazione dal 1977, anno della fondazione dell'Associazione, ad oggi.
L'Archivio contiene anche tutto il materiale dei viaggi all'estero delle Madres, tutte le petizioni, le ricerche fatte dalle Madri in questi 33 anni.
Hebe ci illustra tutto il lavoro delle Madri per il Bicentenario dalla Rivoluzione, che si commemora il prossimo 25 maggio, con una serie di iniziative ed installazioni che stanno preparando.
Pranziamo nell'Auditorium dell'Università insieme alle Madri che ci presentano tutti i loro collaboratori: dalla Radio, al gruppo Stampa, dall'Università alla Libreria de las Madres.
Alcuni di loro prendono la parola ed alcuni di noi danno i saluti della Caravana.
Dopo gli interventi c'è quello di Juanita che, in modo semplice ed esplicito, ci racconta come si possa trasformare il dolore in lotta.
Ed ogni volta è un'emozione forte.

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