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Forum Territoriali e Tematici Abruzzesi: .: Gruppo Informatico e Comunicazione :.
By terra madre
PESCARA. No al centro Oli di Ortona, no alla privatizzazione
della gestione del ciclo dell’acqua, sì a piani di intervento per evitare che
anche l’Abruzzo e il Molise possano trovarsi fra qualche mese nelle condizioni
della Campania sul fronte dell’emergenza rifiuti. A intervenire in maniera
decisa sui temi ambientali è la conferenza episcopale Abruzzo e Molise.
La conferenza episcopale (Ceam) ha
diffuso un documento messo a punto dal delegato Ceam alla comunicazione sociale,
monsignor Angelo Spina, vescovo di Sulmona. Ecco i punti principali.
CENTRO OLI. «Una prima grave minaccia che noi avvertiamo per le
nostre regioni e per la salute degli abitanti» scrivono i vescovi abruzzesi e
molisani «riguarda la costruzione del cosiddetto Centro Oli di Ortona. Sentiamo
il dovere di farci voce delle paure del popolo di Ortona e della zona frentana
per la costruzione di un centro di raffineria per l’idrosolfurizzazione del
petrolio. E’ a rischio una delle zone più belle della nostra costa, dove la
produzione enogastronomica è a livelli di eccellenza. Si tratta per di più di
tecnologie considerate da tanti studiosi ormai obsolete e che diversi paesi
hanno già abbandonato. Non dovremmo forse cercare insieme di percorrere vie
nuove nella ricerca di fonti di energia rinnovabili, alternative, legate al
territorio, che ci aiuterebbero a liberarci dalla schiavitù del petrolio?».
L’ACQUA. «Un’ulteriore preoccupazione di cui sentiamo il dovere di
farci voce riguarda l’acqua» sottolineano i vescovi «l’acqua in tutte le sue
forme è un bene comune e l’accesso ad essa è un diritto fondamentale ed
inalienabile. Desta preoccupazione in questo senso la tendenza di questi ultimi
tempi alla privatizzazione della gestione dell’acqua da parte dei Comuni. A
livello locale poi, quello che è emerso lo scorso anno con la scoperta, nelle
vicinanze della cittadina di Bussi di una enorme discarica abusiva di rifiuti
tossici proprio nei pressi della falda idrica da cui pesca l’acquedotto che
fornisce acqua potabile a 450 mila persone, è veramente sconcertante. Com’è
stato possibile scaricare mezzo milione di tonnellate di rifiuti tossici e
inquinare il terreno, i fiumi, le falde idriche senza che nessuno si accorgesse
di niente?».
RIFIUTI. I vescovi nel documento affrontano anche il problema
rifiuti: «Sentiamo il dovere di sollevare e amplificare quei sussurri che
vedrebbero le nostre regioni, nel giro di appena un anno, nella stessa
situazione della Regione Campania per quanto riguarda l’emergenza rifiuti. Anche
in questo ambito siamo chiamati a rivedere in fretta le nostre abitudini sia dal
lato dei consumi, che da quello dell’attenzione allo smaltimento dei rifiuti,
impegnandosi a fare e diffondere la raccolta differenziata. Desideriamo
impegnarci perché le parrocchie diventino luoghi di educazione anche in questo
senso».
tratto da IL CENTRO di Domenica 27 luglio 2008