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Forum Territoriali e Tematici Abruzzesi: .: Gruppo Informatico e Comunicazione :.
By sociale
LETTERA APERTA AL PREFETTO, AL SINDACO E AI CITTADINI DI PESCARA
Noi Associazioni, Reti, Movimenti ed Organizzazioni attivi nella nostra città in campo sociale e culturale siamo preoccupati per il clima di tensione, d’insicurezza e paura che sta montando e che tende a deteriorare la civile convivenza.
Dai servizi giornalistici pubblicati negli ultimi giorni è tutto un pullulare di inchieste sul degrado delle periferie ma anche del centro città. Si parla genericamente di “Barboni”, di “Immigrati”, di “Zingari”, di “Transessuali” che degradano la città e che delinquono, vivono nell’illegalità o danno fastidio alla gente “perbene”. Ma di fatti concreti penalmente rilevanti, e che suffraghino le brucianti affermazioni sul pericolo che i cittadini corrono per colpa di queste “categorie”, se ne vedono veramente pochi.
Abbiamo l’impressione che, ormai, molte persone impegnate nelle istituzioni non colleghino più causa ad effetto e leggano i dati reali solo dal punto di vista individuale o politico, incuranti dell’effetto che le loro parole ed il loro agire hanno nella realtà.
Mentre l’obiettivo dichiarato sembrerebbe quello di “garantire la sicurezza” spesso l’effetto concreto è quello di aumentare inutilmente e pericolosamente il tasso d’insicurezza e di paura civile senza mai risolvere il problema in modo responsabile.
Quindi, gli unici che vengono ulteriormente penalizzati e discriminati sono quei settori sociali già condannati ad una vita di stenti o con moltissimi problemi di esclusione e di discriminazione socio-culturale. Potremmo parlare delle continue discriminazioni nei confronti di immigrati considerati delinquenti per la loro condizione di persona indigente, di Rom e Sinti descritti come minaccia per i cittadini e come stranieri che vengono a rubare.
Ora vogliamo parlare anche di altro.
Uno dei casi che ci ha fatto riflettere è stato quello dei cittadini senza fissa dimora (cittadini e non barboni, delinquenti, ubriachi !), ventidue per la precisione, che sono stati ospitati in containers della protezione civile nell’area di risulta della stazione ferroviaria di Pescara Centrale e che vengono assistiti dalla Caritas e dalla Comunità di Sant’Egidio. .
Incurante dell’appello del nostro vescovo Valentinetti, a cui va tutta la nostra stima per l’impegno profuso in favore di questi cittadini, il prefetto ha fatto sfrattare 22 persone che ora sono sistemate alla meno peggio e provvisoriamente. Se non fosse per l’impegno delle associazioni queste persone vagherebbero per la città senza un posto dove dormire, lavarsi, mangiare, dove “fare famiglia”.
E’ questo che si vuole?
Noi pensiamo di no.
E’ vero che la responsabilità di non avere una decente struttura di primo alloggio e di non improntare un intervento che possa risolvere il problema è del Comune e, più precisamente, del Sindaco che, se avesse investito molto di più in ambito sociale (la città di Pescara figura al 96° posto nazionale per spese sociali) non si ritroverebbe ora a balbettare di fronte alle emergenze che esplodono. Altro che retorica sulla famiglia di stampo ideologico, culturale ed….elettorale!
Allora, è giusto far sgomberare 22 persone che hanno la sola colpa di essere povere e/o discriminate perché è “Gente che fa i bisogni per strada, dorme sulle panchine, va in giro ubriaca, dà sempre fastidio a chi vive intorno”?
Dove sono i bagni pubblici a Pescara per tutti i cittadini?
Dormire sulle panchine è reato?
Se il problema dell’alcolismo viene affrontato in questo modo, cosa faranno le istituzioni, sfratteranno dalla città tutte le persone brille di Pescara?
E come si dovranno comportare le forze dell’ordine con quelli della Pescara bene che, pur avendo prima e seconda casa, orinano in corso Manthonè il sabato sera?
Come si fa a sgomberare 22 persone-cittadini facendo impropri paragoni tra Scampia a Napoli e l’area di risulta di Pescara o perché “non è un caso che ci siano state due rapine nell’ufficio postale più vicino alla stazione” (è stato qualcuno dei 22? Se è così perché non è stato arrestato?).
Non si può giustificare il tutto per via di imprecisate segnalazioni di cittadini (segnalazioni di chi? per cosa, contro chi ed in favore di cosa? E quante sono: 2 o 3, 1000 o 2000?).
Vogliamo resistere umanamente, socialmente e politicamente al degrado di un sistema iniquo e discriminante che individua nella povertà e nelle diversità un problema a volte sociale, a volte criminale, ma sempre funzionale al proprio tornaconto ideologico o partitico.
Vogliamo reagire alla frammentazione sociale, all’egoismo, al razzismo, all’uso della violenza. Reagiamo da organizzazioni che lavorano per una sicurezza sociale basata sulla risoluzione armonica e non violenta dei conflitti e per la costruzione condivisa della nostra Città “vicina e sicura” perché piena di relazioni umane e sociali aperte e responsabili volte alla costruzione di un futuro solidale e di pace.
Per tutte queste ragioni, in solidarietà con le 22 persone sgomberate, noi vogliamo capire cosa intendono fare le nostre istituzioni a favore di una vera convivialità e per risolvere realmente i problemi delle persone che sono in gravi condizioni di disagio, e pertanto
chiediamo un incontro urgente con il Prefetto e con il Sindaco di Pescara.
Facciamo appello a tutte le reti associative e di movimento per costruire un incontro cittadino che faccia il punto della situazione e che proponga atti di solidarietà e di proposta per il miglioramento delle condizioni individuali e collettive nella nostra Pescara.
LA POVERTA’, L’IMMIGRAZIONE, LA SESSUALITA’, L’ETNIA, LA LINGUA NON POSSONO ESSERE UN CRIMINE
COSTRUIAMO SPAZI DI SOCIALITA’ ED UMANITA’ NUOVA
Hanno aderito finora:
Abruzzo Social Forum
Cooperativa Sociale Pralipè
Jonathan
RomSinti@Politica
Associazione MareLibero
Associazione Liberimedia
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