Articolo inserito nella sezione
Forum Abruzzese delle Arti
Abstract intervento M. Biosa FSE Parigi 2003
By Anonimo
> Da Maurizio Biosa. Forum nazionale del
teatro
>
>
> [ Corpi e azioni, immagini, sorrisi, pugni
levati e stupore: "dove siete?"
> Telefonavo ogni 10 minuti a Giovanni. La
gente da San Salvi doveva entrare
> nel corteo dopo il laboratorio. non
capivo niente di quel che avessero
> combinato ma erano tutti euforici e
mi aspettavo qualcosa di bello... tutti
> eravamo in quello stato, eravamo
in un milione!!! ]
>
> Firenze... un anno fa. Quest'anno dopo tanto
lavoro arriva questo FSE. Un
> grande passo in avanti per tenere aperto il
confronto tra pensiero politico
> e visione culturale sociale. Arte e
cultura nel programma ufficiale! Più
> conferenze, diversi seminari,
workshops. Uno spazio liberato nella Grande
> Halle de la Villette per
attraversare le culture e sentirne pulsare i
> battiti. Al centro
dell'FSE. E un altro quello del multinazionale Pathé per
> provare
vergogna. Contraddizioni oltre il limite che hanno imposto un
> presidio
ancora più necessario. Mi viene in mente Mario Martone, quando dice
>
"mantenere la posizione". Io, noi quella posizione l'abbiamo mantenuta,
>
l'abbiamo tradotta in punto strategico, in poetica mai belligerante ma
viva
> nel bisogno. In questi mesi tanti equilibri hanno cambiato peso e
forma alle
> nostre relazioni. Coi territori, con le nostre qualità e i
nostri
> limiti...tra di noi e la realtà. Tra il silenzio e l'agire
nascono varianti
> inattese, e continua a stravolgerci questo tempo
imperiale. Senza
> comprendermi continuo ad essere sicuro che il mio
essere nel movimento sia
> una fase di quanto non conosco, del mio
cercare. Grazie al lavoro di Antonio
> e Alizia siamo riusciti a fare
scrivere delle parole di quel programma che
> sarà il documento politico
all'insegna del quale questo FSE "francese" si
> apre. Una Francia in
lotta con la sua borghesia, con la sua stessa storia,
> più lenta del
nostro ritmo lento. Una Francia come luogo di conflitto,
> appieno
sostenuto nei fatti dolorosi e nelle esperienze che nascono. La
>
proposta dei seminari non si è concretizzata per motivi di energie ad
>
disposizione, ma anche politici e di prospettiva verso i percorsi
possibili.
> Ora nel cuore e nei muscoli delle donne e degli uomini con
cui ho condiviso
> cose, nell'urlo degli intermittenti dei precari del 26
giugno ho portato
> sempre le cose che vicino a voi tutt* in questo tempo
ho imparato. Le vostre
> presenze sui territori...
> dal 6 di
ottobre 2002 ad oggi...
> Domani mi devo svegliare presto... Devo
ricominciare a scrivere.
> La sorte e il mio desiderio di sottrazione mi
hanno giocato un mese fa un
> tiro mancino.
> Abbiamo creato le
condizioni per poter essere una delle voci che apriranno
> le assemblee
plenarie...
> Uno di quei momenti che contribuirà a narrare parte di
quello che arriverà
> con la conclusione del Forum. Non so che cosa
diventeranno quei 110 milioni
> e ora non ho tempo per improvvisarmi mago.
La prima Assemblea degli artisti
> e dei movimenti artistici e culturali
in lotta, prima accettata e ora
> ostacolata, i movimenti sociali nervosi
e un vuoto comprensibile di
> personalità per questo FSE che parte. In
quella conferenza (la 4.4 del
> programma) abbiamo chiesto a Paolo
Ruffini, a Gianluigi Gherzi e ad Armando
> Punzo (nell'ordine) di farsi
carico della comunicazione rappresentando una
> visione prossima alla
nostra ma. Non doveva essere. E così dopo un giro di
> telefonate, visto
il concreto cronico silenzio degli ultimi mesi chi fra di
> voi ho cercato
mi ha confortato nell'idea che se anche le spalle non sono
> così grandi.
A Bobigny il 13 novembre dalle nove il forum del teatro parlerà
> di
cultura e trasformazione sociale.
> Vi chiedo solo una cosa. non
lasciamoci andare e statemi vicino.
> Ho ancora qualche giorno a
disposizione. Chi vuole portare un contributo, lo
> scriva in Lista. Io
lassù cercherò di stare come posso con tutt*. Solo 8
> minuti. poi
un'assemblea vera, spero. Ho paura. Ma se chiudo gli occhi le
> immagini
di questo tempo, da Genova in avanti sono nitide e un po' mi passa.
> Nel
giro di pochi giorni anche da Bologna e da Siena arrivano segni di
>
vitalità, in Francia spero oltre la metafora di poter portare qualcuna
delle
> vostre parole e se qualcuno oltre a Lorenzo parte per venirci e
non dice
> niente.
> www.forumdelteatro.org sarà per un pò
dal 10 di novembre solo una
> provvisoria porticina per i
contatti.
> A Parigi vi ricordo "il nostro cuore" sarà la Nef Nord de la
Villette, così
> come saremo capaci e ci sarà possibile di abitarla e
spero che i nostri
> muscoli si facciano sentire vicino al "Pathé". Vi
ricordo solo che oltre al
> "falò ufficiale" della cerimonia di apertura
all'Olimpe dal tardo pomeriggio
> del 12 partirà una grande festa animata
da quelle realtà con cui per mesi ho
> lavorato. Non potrò fare tardi che
il giorno dopo. ma ci sarà senz'altro un
> pezzo di mondo e una buona
energia per cominciare ad affrontare anche questa
> nuova straordinaria
esperienza collettiva. Mentre qui in Italia i "fari" del
> movimento
cadono in trappola e continuano a parlare di BR, tra le scoperte e
> le
perdite sto per partire.
> Là non sarò solo, le reti non hanno confini e i
corpi non smettono di
> ballare.
>
> Quel che segue è
l'abstract del mio intervento. Ora inizio a scrivere. Vi
> porto con
me
>
> Maurizio per il forum del teatro
>
>
>
*******
>
> AXE n° 4
> Plénière n° 4
>
> Bobigny
Gymnase Henri wallon - Salle 1 13 Nov 9h-12h
>
> Intitulé de la
plénière :
> Il ruolo dell'arte e delle pratiche artistiche e culturali
nella
> trasformazione sociale e per l'emancipazione. Esperienze di
autogestione e
> di autoproduzione culturale.
>
> La place de
l'art, des pratiques artistiques et culturelles dans la
> transformation
sociale et l'émancipation. Expériences d'autogestion et
> auto-production
culturelle.
>
> Jacques PASQUIER (No Vox-France), Sylvia FESSA
(Initiative of
> Artists-Grèce), Lamartine SILVA (Brésil), Hanna LÖFQVIST
(Lacrimosa-Suède),
> Maurizio BIOSA (Forum del Teatro-Italie), Valérie DE
SAINT DO
> (REFLEX(E)-France)
>
> Antoine PERROT
(FRAAP-France)
>
>
>
> Après les poétiques de la
résistance / Dopo le poetiche della resistenza
>
> Quanto da
Seattle a Cancun è arrivato altro non è che la presa di parola dei
>
popoli, delle donne e degli uomini che hanno cominciato a rappresentare
la
> possibilità di costruire un altro mondo. Il movimento dei movimenti
ha
> generato le premesse per una necessaria resistenza.
> Un fatto
antropologico, ancora prima che politico. Una fatto culturale,
>
collettivo. Nell'epoca della negazione dei diritti, della mercificazione
>
della vita e della guerra preventiva al terrore le realtà che ci
circondano
> sono in continua trasformazione. Il neoliberismo utilizza i
processi
> linguistici, relazionali e comunicativi ponendoli al centro dei
processi di
> valorizzazione economica e trasformandoli nel vero motore
del processo
> produttivo, tanto dei prodotti materiali che di quelli
immateriali (le
> informazioni, i software, gli strumenti cognitivi e
applicativi in genere).
> Un pensiero unico quello dell'impero, capace
anche di omologare la creazione
> artistica e l'espressione delle identità
culturali. Ma il presente della
> realtà odierna è abitato dalla ricchezza
di milioni di donne e uomini in
> lotta quotidiana per cambiare il proprio
destino di miseria e per decidere
> autonomamente del proprio futuro. E
questo non si può regolare. Una cultura
> di attivazione dei corpi, di
liberazione delle menti e di esplosione delle
> pratiche si sta
comunicando sempre più consapevole sullo scenario di questa
> decisiva
esperienza collettiva. Una cultura che recupera il suo ruolo
> sociale, in
una nuova associazione tra artisti, attivisti e intellettuali,
> per il
cambiamento.In un lavoro costante e creativo sui territori, per
>
costruire momenti di creazione e diffusione culturale svincolati dalle
>
dinamiche mercantili, basati sui bisogni di liberazione dei singoli e
dei
> gruppi, di produrre soggettività e di far vivere nuove relazioni fra
gli
> uomini, con le istituzioni. Dai Balcani all'Irak, passando per il
continente
> africano e avvicinando l'Argentina dei piqueteros alla
Francia del 26
> giugno. Le genti d'arte e cultura hanno attraversato la
realtà con la loro
> presenza attiva. Anche ora. Bisogni, sperimentazione
e progetti. Questa
> presenza cresce e continua a produrre un contributo
centrale e strategico
> per l'iniziativa sociale oggi. Sono uomini e donne
capaci di visioni, di
> progettare e realizzare alternativa, nuove
poetiche. Di costruire il
> percorso per uscire dalla fase della
resistenza.
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