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Forum Abruzzese delle Arti
Cenni sul Mayateatro
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Progetto Mayateatro 2003, Pescara 4,5,6 e 7 Settembre.
I Teatri Offesi di Pescara insieme ad altre associazioni ed individui impegnati nel campo della cultura e delle attività sociali, organizzano a Pescara la terza edizione del Mayateatro 2003, rassegna di Arti in Movimento e “fuorimercato”. L’intenzione è quella di offrire alla città di Pescara un evento complesso che non sia riconducibile ai soliti appuntamenti estivi di puro intrattenimento ma che abbia tutte le caratteristiche di un progetto culturale e cioè che sia aperto a tutti i linguaggi artistici e soprattutto quelli di ricerca e sperimentazione, che abbia un’impronta fortemente sociale, che abbia una proposta artistica incentrata su tematiche legate all’impegno civile, che non sia occasione di profitto e di mercato per gli organizzatori e per i partecipanti, che si leghi al territorio seminando il “cambiamento”.
Per la sua realizzazione si è subito partiti rinunciando ad un organizzazione verticistica con responsabilità di potere e direzioni artistiche ed a questa si è preferito uno “spazio aperto” liberamente attraversabile: il (GOM) Gruppo Organizzazione Mayateatro 2003, conta circa 20 persone divise in aree autonome e specifiche dal settore tecnico ed organizzativo a quello artistico. L’intento è quello di cercare e sperimentare nuove forme associative, nuove tipologie di organizzazione di eventi e, in una parola, di praticare un’Atre e una Cultura veramente SOCIALE.
Il (GCM) Gruppo Comunicazione Mayateatro, si impegnerà a costruire relazioni con Enti Pubblici ed Associazioni per cercare forme accettabili di collaborazione per la realizzazione dell’evento estivo ma anche per progetti di più lunga durata come la gestione di spazi culturali, l’educazione e la formazione alle Arti “fuorimercato” e così via.
Al Comune di Pescara il GCM chiede la possibilità di abitare uno spazio cittadino per una settimana nel periodo fine Luglio inizio Agosto ed un libero contributo economico o in strutture necessarie, tenuto conto che ogni serata avrà un costo in previsione di circa 2.000 Euro. L’attenzione in materia di luoghi possibili, è incentrata sulla zona antistante la nave di Cascella (ex-stadio del mare), l’edificio ex-Aurum, il parco D’Avalos, l’ex-mattatoio, l’area golenaria del lungofiume sud, la ex-caserma Cocco, ex-camping attiguo teatro D’Annunzio.
(GOM) Gruppo Organizzazione Mayateatro 2003
(GCM) Gruppo Comunicazione Mayateatro: Pino Petraccia, Patrizia Corrente, Gianluca di Tillio, Andrea Manetta.
(GM) Gruppo Musica: Paolo Visci, Diego Conti, Pino Petraccia.
(GVI) Gruppo Video e Istallazioni: Paolo Sponsilli, Giampiero Di Lorito, Sara Marzari, Giacomo Sabatini.
(GT) Ilaria Capelluti, Andrea Manetta, Lorenzo Marvelli
(GTec) Gruppo Tecnico: Lucio Selvaroli, Mario Cavallazzi, Carlo Sciarra
(GAA) Gruppo Accoglienza Artisti: Gianluca Di Tillio, Andrea Manetta, Leonardo Olivieri
Breve storia del Mayateatro
La prima edizione si tenne nell’estate del 2001 presso lo stabilimento balneare Maya a Pescara.
Nonostante questa prima esperienza evidenziasse un comprensibile basso profilo dal punto di vista dell’organizzazione e della proposta artistica, era immediatamente chiaro il percorso che l’organizzazione intendeva praticare per il futuro ed, in definitiva, erano chiare le specificità della rassegna teatrale e cioè la collocazione “fuorimercato”, o meglio, fuori dai soliti circuiti sponsorizzati e finanziati, la ricerca di forme economiche alternative alle logiche di profitto quali il baratto, lo scambio, l’autofinanziamento, ed ancora la preferenza di quegli artisti e compagnie che, seppure poco visibili, praticano un teatro d’impegno civile, un’arte, una cultura veramente sociale.
La prima edizione del festival ha avuto un aspetto regionale con artisti abruzzesi più o meno conosciuti ma già la seconda che si è svolta nella Villa Sabucchi di Pescara, ha avuto un respiro nazionale per la partecipazione di teatranti provenienti da Palermo, Roma, Firenze, Bergamo, Milano ed addirittura, Buenos Aires.
Nell’arco di alcuni giorni e per tre spettacoli a sera, si sono succedute interessantissime proposte artistiche che hanno spaziato tra temi molto attuali quali il cibo e gli OGM, il problema dell’emarginazione razziale a partire dalla segregazione degli indiani d’America ed ancora, la rabbia metropolitana e la questione siciliana, la condizione operaia, la desaparecion argentina.
Nonostante la scelta sia caduta sulla molteplicità dei linguaggi espressivi usati, il raccontare storie d’attualità tragica sembra essere stato l’elemento che ha unito tutti i lavori presentati.
Tutti i teatranti hanno peraltro condiviso le condizioni intorno alle quali il Mayateatro ha trovato la sua ragione di esistere e cioè, la garanzia di un equo rimborso ai partecipanti che rinunciano a pretese economiche insostenibili per un’ organizzazione così funzionante, la necessità di fermarsi non solo per il tempo dello spettacolo ma per tutto il periodo della rassegna al fine di mettere a disposizione di tutti, interventi diversi come seminari e workshop.
Il Mayateatro non ha proprietà alcuna e sebbene siano stati i Teatri OFFesi di Pescara a curare l’organizzazione delle prime due edizioni, l’obiettivo è quello di trasformare questa rassegna in un evento di proprietà collettiva che si sposta nei territori, ne assume le caratteristiche per il suo tempo di fermata, riparte verso nuovi orizzonti conservando la memoria di ciò che è appena stato.
Questo desiderio di vivere e condividere un “luogo” teatrale diverso dai soliti dai nomi altisonanti, ha spinto notevolente la nascita di Teatri in-Movimento, un’idea di teatro e di vita nell’arte vicina alle istanze del movimento antineoliberista che ha dato vita nei territori a varie esperienze “fuorimercato” come “Teatri in cortile” a Roma, una rassegna curata dalla Compagnia teatrale Naufragarmedolce.
Teatri in-Movimento ha partecipato ai lavori del Forum Sociale Europeo svoltosi a Firenze nel 2002 e diverse compagnie hanno aderito al Forum Nazionale del Teatro tutt’oggi impegnato su più fronti nei territori e, a livello europeo, nella preparazione del FSE di Paris-San Denis 2003.
La terza edizione del Mayateatro (Luglio 2003) pur ponendosi come obbiettivo quello di sviluppare accanto al teatro, i nuovi linguaggi tecnologici articolando le offerte così diversificate in più spazi della città di Pescara, non abbandonerà quegli aspetti fondanti che fanno della rassegna un importante appuntamento “fuorimercato” e lontano dalle logiche di profitto nell’arte.
Linee organizzative Mayateatro 2003
Si svolgerà a Settembre a Pescara ed avrà la durata complessiva di 4 giorni.
Gli artisti partecipanti alle diverse sezioni verranno ospitati a carico dell’organizzazione che provvederà al vitto e all’alloggio; il contributo di partecipazione in euro, verrà pattuito anzitempo e terrà conto il più possibile delle esigenze di tutti.
Il service, preferibilmente non esagerato, sarà a carico dell’organizzazione che, pur non disponendo di attrezzature avveniristiche, si impegnerà a soddisfare la richiesta.
Oltre agli spettacoli serali, verranno organizzati seminari e workshop, proiezioni video e musiche, esposizione di materiali vari a cura delle compagnie partecipanti, tutto in luoghi diversi della città in un progetto di “invasione” artistica no-profit, testimonianza di un'altra Arte possibile.
La scelta degli artisti a partecipare non risponderà assolutamente a giudizi di merito sui lavori proposti ma terrà conto di una serie di elementi pratici e di fattibilità oltre alla dichiarata adesione al progetto di arte “fuorimercato”, alle necessità tecniche e di realizzazione, all’attualità dei temi trattati, alla ricerca ed alla sperimentazione dei linguaggi espressivi usati..
A titolo d’informazione, tutte le economie che l’organizzazione porrà in essere per sostenere il Mayateatro, avranno come obbiettivo il pareggio di bilancio e comunque saranno rese pubbliche.
Le fonti di finanziamento saranno la commercializzazione, peraltro già avviata, di CD musicali e spettacoli autoprodotti, una festa organizzata nel mese di Giugno, cene di autofinanziamento, libere contribuzioni di persone o associazioni non legate al circuito delle arti mercificate, fonti queste che verranno comunque rese di pubblico dominio per evitare polemiche di sorta.