Mailing list | Radio | ContattiLink | e-mail: info@abruzzosocialforum.org

Forum Territoriali e Tematici Abruzzesi: .: Forum Acqua :.

___ A Bussi (PE) quasi due milioni di tonnellate di suolo contaminato con decine di sostanze cancerogene e tossiche


By Anonimo




COMUNICATO STAMPA DEL 12 MARZO 2010

A Bussi (PE) quasi due milioni di tonnellate di suolo contaminato con
decine di sostanze cancerogene e tossiche. Un volume pari ad una collina
alta 130 metri.

Ministero dell’Ambiente e ISPRA in due documenti disegnano per la prima
volta il quadro complessivo del disastro ambientale nella Val Pescara.

Il WWF riassume i dati: a Bussi e Piano d’Orta situazione angosciante.

Falde inquinate e fiumi esposti tuttora a continua contaminazione.
Emergono le prime gravi inadempienze di enti pubblici. Il WWF: agire
immediatamente per mettere in sicurezza le aree contaminate e completare
la caratterizzazione.

Quasi due milioni di tonnellate di suolo contaminato da bonificare, del
volume di una collina alta 130 metri con una base ampia come un campo di
calcio. Arsenico, benzene, cromo esavalente, piombo, mercurio e decine
di sostanze cancerogene e/o tossiche. Suolo, sottosuolo, falda
superficiale, falda profonda, pozzi S. Angelo: tutto inquinato.

Il WWF ha divulgato oggi il verbale della Conferenza dei Servizi
decisoria sul Sito di Bonifica nazionale di Bussi dell’11/02/2010 e la
relazione “VALUTAZIONE DEL DANNO AMBIENTALE” dell’Istituto Superiore per
la protezione e la Ricerca Ambientale allegata al verbale. I due
documenti delineano per la prima volta un quadro generale del disastro
ambientale nella val Pescara.

Il WWF ha provato a riassumere in alcune tabelle, allegate al
comunicato, i principali dati riportati nei due documenti e ciò che
emerge è letteralmente angosciante.

Dichiara Augusto De Sanctis, referente acque del WWF Abruzzo “La
relazione dell’ISPRA, massimo organismo dello stato sulle tematiche
ambientali, non solo descrive la drammatica situazione di contaminazione
valutando il danno in miliardi di euro ma disegna un quadro delle fonti
dell’inquinamento per le singole aree, quantificando anche i volumi di
terreno coinvolti. Ci sono passaggi che gelano il sangue, ad esempio
quando viene chiarito come ancora oggi, in ogni momento che passa, le
acque del fiume Tirino sono esposte al trasferimento delle sostanze
inquinanti presenti nell’acquifero superficiale in corrispondenza della
zona delle discariche 2A e 2B. Il tutto, conclude la relazione, senza
che siano stati realizzati interventi al fine di evitare il fenomeno. La
popolazione della Val Pescara deve essere messa a conoscenza di questa
situazione in maniera capillare. Il Commissario Goio, la Regione e i
comuni proattivamente dovrebbero organizzare assemblee pubbliche per
informare i cittadini, anche per garantire una vasta partecipazione alla
procedura di bonifica. Tra l’altro si iniziano a profilare, come si
legge nel verbale, delle scelte di tipo strategico, come la messa in
sicurezza definitiva – il tombamento dei rifiuti in loco, per essere
chiari. La comunità ha il diritto non solo di essere informata ma di
poter scegliere sul proprio futuro visto che una tale scelta
destinerebbe un territorio ad ospitare per decenni o addirittura
centinaia di anni enormi quantità di materiale contaminato seppur
confinato”.

Tra le tante interessanti valutazioni l’ISPRA ritorna anche
sull’argomento dei Pozzi S. Angelo. Il WWF riporta qui integralmente le
conclusioni dell’istituto su questo tema “In questo quadro è evidente
che, quantomeno nel periodo successivo al 2002, le acque del campo S.
Angelo hanno sofferto la perdita della propria funzione potabile, non
essendo idonee al consumo umano. Tale perdita appare ancora più grave se
si considera che, anche in presenza di prove relative all’inquinamento,
le acque attinte dai pozzi sono state utilizzate, fino al 2007, per
alimentare la rete acquedottistica, con evidenti rischi per la salute
dei consumatori”.

Dichiara Camilla Crisante, presidente del WWF Abruzzo “Una discesa agli
inferi, uno dei luoghi più contaminati d’Europa in una valle tra due
parchi nazionali dove fluisce dall’Appennino una quantità enorme di
acqua. Un disastro di immani proporzioni come l’ha giustamente definito
la Procura. Di fronte a tutto ciò lascia allibiti dover constatare come,
a tre anni di distanza esatti dai primi sequestri operati dal Corpo
Forestale dello Stato, vi siano enti pubblici che vengono richiamati
ufficialmente dal Ministero dell’Ambiente per inadempienze che
rallentano o addirittura bloccano le procedure di caratterizzazione,
messa in sicurezza e bonifica del sito. Il Ministero si è trovato a
dover ricordare ai Comuni di Torre de’ Passeri, Scafa e Manoppello di
inviare le informazioni già richieste per lettera anni prima.
Addirittura emerge che l’ARTA era stata sollecitata fin dall’11 ottobre
2008 a presentare un piano di caratterizzazione delle aree pubbliche,
cosa che non è stata incredibilmente fatta. E’ intollerabile questo
atteggiamento e chiediamo immediatamente che gli enti rispondano
adeguatamente in pochi giorni. Ancora più sconcertante la situazione sul
campo visto che tutte le discariche contaminate esterne allo
stabilimento e vaste oltre sette ettari non sono state neanche messe in
sicurezza d’emergenza, a tre anni dai sequestri e, in alcuni casi, a sei
anni dalla scoperta dell’esistenza dell’inquinamento. Il Decreto
152/2006 parla in questi casi di ventiquattr’ore per le prime operazioni
di contenimento dell’inquinamento! E’ fondamentale velocizzare tutte le
procedure ma è indispensabile chiarire la questione dei fondi che i vari
enti, compresa la regione Abruzzo, devono stanziare per risolvere la
situazione in attesa dell’individuazione processuale dei responsabili
dell’inquinamento, visto che il rappresentante regionale ha fatto
mettere a verbale della conferenza la richiesta di finanziamenti al
Ministero”.

I due documenti citati con le mappe del sito sono disponibili via email
su richiesta (abruzzo@wwf.it)

INFO: 3683188739