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Forum Territoriali e Tematici Abruzzesi: .: Forum Acqua :.
By Mettiamo a "dieta" il partito dell'acqua
COMUNICATO STAMPA DEL
5 OTTOBRE 2006
Riorganizzazione della gestione dell'acqua in
Abruzzo.
WWF e Forum Acqua: 4 Ambiti (ATO) disegnati sui principali bacini
idrografici della Regione.
No all’authority,
sì ad un’unica società di gestione regionale pubblica e partecipata dai
cittadini.
Il
WWF e il Forum Acqua dell’Abruzzo Social Forum intervengono con una
proposta nel dibattito sulla riorganizzazione della gestione dell’acqua
in Abruzzo.
Secondo
le due organizzazioni quasi tutti gli interventi che si sono susseguiti in
queste settimane sul numero di Ambiti Territoriali Ottimali di Gestione (ATO),
numero di società di gestione coinvolte, eventuale authority
hanno mancato di basare le proprie proposte su dati oggettivi e, soprattutto,
non hanno fatto un’analisi delle criticità del sistema. L’unico punto su cui
tutti sono d’accordo è la cura dimagrante da accordare al cosiddetto “partito
dell’acqua”: purtroppo la credibilità di queste proposte è minata alla base dal
fatto che esse derivano in larga parte da chi ha creato questo partito.
All’interno di tutti i consigli di amministrazione delle società e degli ATO
ritroviamo rappresentanti degli stessi soggetti che si dolgono dello stato
disastroso della gestione dell’acqua in Abruzzo. Cambiare tutto affinché nulla
cambi?
WWF
e Forum Acqua vogliono ribaltare questo approccio, avanzando una proposta
basata su un’analisi ambientale e territoriale e su un’attenta valutazione
delle principali criticità nel governo dell’acqua nella Regione.
Numero di Ambiti Territoriali Ottimali (ATO). Gli ATO servono per la programmazione e il controllo
della gestione. Sono uno strumento fondamentale per individuare e vagliare i
bisogni del territorio, sia dei cittadini che dell’ambiente. Qualcuno ha
proposto un ATO unico regionale. Si può immaginare il sindaco di Controguerra discutere con quello di Schiavi d’Abruzzo per
la gestione dell’acqua nei rispettivi territori? Non è facile prevedere che
nella confusione generale che ne deriverebbe sarebbero i soliti poteri forti ad
indirizzare la scelta degli obiettivi e delle priorità? Poiché l’unità
geografica fondamentale rispetto all’acqua è il bacino idrografico, servono 4
ATO disegnati sui principali bacini idrografici della Regione: Aterno-Pescara, Vomano, Sangro e Liri. A rigor di
“logica ambientale” quest’ultimo potrebbe in futuro
far parte di un ATO interregionale, così come i comuni del Trigno
potrebbero in futuro costituire un altro ATO con i comuni della sponda
molisana. Stante però la situazione attuale è meglio riorganizzare il sistema
regionale per rinviare questi aspetti ad un dibattito futuro. Finalmente
i sindaci e i cittadini troverebbero una sede dove confrontarsi su problemi
comuni, visto che una goccia che cade a L’Aquila alla fine arriva alla foce del
fiume a Pescara e qualsiasi cosa accade a monte si riflette a valle. Sarebbe
così l’occasione per affrontare il nodo fondamentale nella gestione dell’acqua,
quella del “Bilancio idrico di bacino” dove contemperare tutte le esigenze a
fronte della valutazione dell’acqua disponibile.
Numero di Società di Gestione:
le due organizzazioni
ritengono possibile l’affidamento ad un’unica società di gestione regionale che
sia a proprietà pubblica, che non abbia, possibilmente, uno statuto privatistico (SPA) anticipando le scelte che sta facendo il
governo in sede nazionale. Si
abbatterebbero i costi per i consigli di amministrazione, aumenterebbe la
capacità finanziaria e la strumentazione, sarebbe più facile assicurare il controllo
e la trasparenza. La principale controindicazione sarebbe l’eccessiva
concentrazione di potere rispetto agli ATO. L’unico modo per assicurare un
contro-bilanciamento dei poteri è garantire la partecipazione dei cittadini
alla gestione, inserendo sia nei consigli di amministrazione dei 4 ATO proposti
sia nel consiglio di amministrazione della società unica tre o più
rappresentanti di consumatori, ambientalisti e lavoratori, senza diritto di
voto e stipendio ma con diritto di parola.
Un
altro modo per allargare la “base decisionale” del sistema è legare le
decisioni dei sindaci nelle assemblee dell’ATO ai consigli comunali, dove le principale questioni relative alla gestione
dell’acqua dovrebbero essere in questo modo dibattute. In 305 comuni della
Regione finalmente migliaia di amministratori sarebbero responsabilizzati sulla
gestione di questo bene comune.
Authority regionale: WWF e Forum Acqua bocciano senza appello questa
ipotesi perché non servirebbe a risolvere il problema del controllo degli
organi di gestione. Abbiamo già un assessorato regionale deputato al
controllo, alla programmazione e ai rapporti con lo Stato. Alla fine un’authority tecnica controllata dai partiti di maggioranza a
cui alla fine spetterebbe gran parte delle nomine dei membri avrebbe senz’altro
molto meno potere di incidere rispetto ad un controllo realizzato dai cittadini
direttamente a livello della società di gestione e degli ATO.
Comitato di Vigilanza: esiste già uno strumento per assicurare il
coinvolgimento del Consiglio regionale nella gestione dell’acqua: è il Comitato
di Vigilanza sul servizio idrico. Istituito dal Consiglio Regionale,
attualmente non funziona. Nella riorganizzazione in atto basterebbe affidargli
pareri vincolanti per alcune decisioni per permettere a questo strumento di
funzionare. Le minoranze politiche in consiglio regionale troverebbero, così,
uno strumento adatto per controllare l’operato degli altri organi di gestione
dell’acqua.
Intanto WWF e Abruzzo Social Forum rilanciano la
mobilitazione in vista di due appuntamenti in cui è importante che delegazioni
di cittadini abruzzesi siano presenti: il Consiglio Regionale Straordinario sull’acqua
previsto per l’11 ottobre
a L’Aquila alle ore 15:30 e la manifestazione contro la Legge Obiettivo
prevista per sabato
14 ottobre pomeriggio a Roma.
Chi ha battuto il terzo traforo e la
vendita dell’acqua alla Puglia può portare la propria esperienza in questa
manifestazione in cui si chiederà l’abolizione della Legge Obiettivo voluta da Lunardi. Solo così si metterebbe la parola fine a questi
deliranti progetti anche dal punto di vista legislativo.