Mailing list | Radio | ContattiLink | e-mail: info@abruzzosocialforum.org

Articolo inserito nella sezione Forum Acqua

"SCANZIAMO IL TERZO TUNNEL" Liberazione 21 dicembre 2003


By Anonimo



RASSEGNA STAMPA la manifestazione regionale del 20 dicembre vs 3° traforo
 
 su LIBERAZIONE del 21 DICEMBRE 2003
«ScanZiamo il terzo tunnel»
di Checchino Antonini
 
********************************************************
 
da LIBERAZIONE 21 DICEMBRE 2003
Migliaia di abruzzesi (e una delegazione lucana) manifestano in tre città contro il progetto di Lunardi che mette a rischio le acque del Gran Sasso
 
«ScanZiamo il terzo tunnel»
Duemila pescaresi hanno percorso le vie tra Piazza Italia e Piazza Salotto in difesa delle acque del Gran Sasso messe a repentaglio dal progetto di un terzo traforo funzionale solo alla misteriosa attività dei laboratori sotterranei di fisica nucleare (ricettacolo di sostanze tossiche e sede di interessi militari). In piazza tantissimi giovani partecipanti ai "Cantieri dei saperi", i gonfaloni di altre località abruzzesi e una delegazione lucana (ricevuta dal sindaco D'Alfonso e dal presidente della Provincia De Dominicis) composta da membri della "comandanzia" di Scanzano Jonico, da sindaci (anche quello di Matera) ed esponenti del coordinamento che si batte contro il deposito di scorie nucleari. Al termine insieme hanno dato vita a una travolgente performance teatrale di massa organizzata dal forum abruzzese delle arti.

Contemporaneamente anche a Teramo, altre mille persone in corteo tra la Madonna delle Grazie e la Prefettura, manifestavano tutto il loro disappunto per il secondo no del consiglio regionale al referendum consultivo sul progetto chiesto all'unanimità dalle province di Pescara e Teramo. «La maggioranza di centrodestra (che non ha voluto neppure una nuova valutazione di impatto ambientale) sostiene di non avere interesse a pronunciarsi su un'opera considerata di interesse nazionale», racconta a Liberazione Dante Caserta, presidente del Wwf Abruzzo. Anche a L'Aquila un centinaio di persone, danzando al ritmo delle "tammorre", ha attraversato le vie dello shopping per sensibilizzare i concittadini sui rischi che corrono l'ambiente e la riserva idrica della più importante vetta dell'Appennino. Già trent'anni fa, i due tunnel fatti scavare da un giovane ingegner Lunardi causarono il dimezzamento delle falde acquifere. La terza "canna" - bloccata, per ora, dal Tar - toglierebbe l'acqua, secondo le previsioni dell'Anas, a una città di 200mila abitanti, salvo complicazioni. Per supportare il traforo il sottosegretario di Lunardi, il pescarese di An Sospiri, ha inventato addirittura una organizzazione ambientalista tutta sua e tifosa delle grandi opere. Invece, i veri ambientalisti, il social forum, la Cgil, Rifondazione, le opposizioni, i girotondi e un centinaio di comuni sono fieramente contrari alla nuova ferita per il massiccio e, a giudicare dal successo di ogni mobilitazione, stanno svolgendo una mole enorme di controinformazione. Per fiaccare il fronte dei sindaci, ultimamente, si assiste anche al frenetico attivismo dell'assessore regionale ai lavori pubblici.

Ma proprio per sopravvenute complicazioni (lo sversamento del temibile trimetilbenzene nelle acque di un torrente nell'agosto 2002) i laboratori sono ora sotto sequestro e il governo ha dovuto nominare un commissario per la sicurezza del sistema Gran Sasso "armato" di superpoteri. «Anche a lui era rivolta la protesta clamorosa di oggi - spiega Renato Di Nicola dell'Abruzzo social forum - perché, dopo aver assistito all'ennesima mobilitazione di massa, non tenti colpi di mano».

«Non si capisce perché attivare una procedura emergenziale, proprio come è accaduto a Scanzano - commenta Maurizio Acerbo, segretario regionale di Rifondazione - quando esistono norme ordinarie precise sulla sicurezza e la trasparenza che finora non sono state rispettate. Per esempio, i laboratori sarebbero privi di autorizzazioni sul trattamento di sostanze e rifiuti pericolosi e il progetto del terzo tunnel non ha mai avuto un'autentica valutazione di impatto ambientale. Per questo le destre temono un confronto pubblico».

Proprio come a Scanzano, tuttavia, il movimento dal basso fermerà lo scempio. Oggi, a Pescara, i lucani parteciperanno all'assemblea che chiude il lavoro dei Cantieri.

Checchino Antonini