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Articolo inserito nella sezione Forum Acqua
By Anonimo
ABRUZZO SOCIAL FORUM, CGIL-FNLE ABRUZZO E WWF-ABRUZZO LANCIANO UN APPELLO CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA
L’Abruzzo
Social Forum, la Federazione Nazionale Lavoratori dell’Energia - Abruzzo e il
WWF Abruzzo lanciano un appello ai deputati e senatori abruzzesi, agli
amministratori di Comuni e Ambiti Territoriali Ottimali e ai semplici cittadini
per una mobilitazione in difesa della gestione pubblica
dell’acqua.
In questi
giorni, infatti, saranno messi in votazione gli emendamenti alla legge
Finanziaria 2004 che riguardano, tra l’altro, anche la liberalizzazione della
gestione dei servizi locali, tra cui l’acqua.
Solo pochi
giorni fa il Parlamento, invece, aveva sancito la possibilità di far permanere
pubblica la gestione dell’acqua. Il Parlamento ha convertito in legge il D.L.
269/03 che, all’art. 14, introduce la possibilità per gli Enti locali di
affidare direttamente, senza gara, la gestione del Servizio Idrico Integrato a
Consorzi o Società interamente pubbliche, modificando con ciò il famigerato art.
35 della Finanziaria 2002 che prevedeva, invece, la privatizzazione del
settore.
Questa norma di
civiltà e di diritto è stata ottenuta anche grazie all’attività di molti
movimenti, associazioni, gruppi della società civile e cittadini che si
riconoscono in questa battaglia di difesa dell’acqua come bene comune. Purtroppo
ora viene messa in discussione da alcuni emendamenti alla Finanziaria 2004
proposti dal Ministro Buttiglione e sostenuti anche da esponenti del
centrosinistra quali l’ex Ministro Bersani che si propongono di reintrodurre
l’obbligo della gara per l’affidamento ai privati e di restringere l’affidamento
diretto a pochi casi marginali.
Le forze sociali che hanno approfondito il problema hanno evidenziato come la privatizzazione della gestione del servizio idrico integrato sia intrinsecamente fallimentare sia dal punto di vista sociale che ambientale. Infatti, in primo luogo si impone un monopolio locale, non essendoci a livello territoriale la possibilità di scegliere tra più soggetti essendo le reti uniche, con le ovvie conseguenze sotto l’aspetto della qualità dei servizi e delle tariffe. In secondo luogo le convenzioni di lunghissima durata (30 anni) sono tali da rendere impossibile la previsione dell’evoluzione dei futuri bisogni sociali ed ambientali.
Queste sono le
principali ragioni per cui le tre organizzazioni si oppongono a qualsiasi
tentativo di modifica dell’art. 14 e per questo chiedono:
Di
prendere posizione pubblicamente contro qualsiasi ipotesi di modifica dell’art.
14 anche mediante ordini del giorno da sottoporre all’approvazione urgente dei
rispettivi Consigli.
Di attivarsi presso i deputati di ogni collegio, gli eletti, i referenti
di tutti i partiti inviando e-mail con l’appello che si può trovare sul sito
www.abruzzosocialforum.org.
INFO: