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Articolo inserito nella sezione Forum Acqua

Fermiamo la lobby neoliberista dell'acqua... comunicato stampa 6/12


By Anonimo



 COMUNICATO STAMPA DEL 6/12/2003

 ABRUZZO SOCIAL FORUM, CGIL-FNLE ABRUZZO E WWF-ABRUZZO LANCIANO UN APPELLO CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA

L’Abruzzo Social Forum, la Federazione Nazionale Lavoratori dell’Energia - Abruzzo e il WWF Abruzzo lanciano un appello ai deputati e senatori abruzzesi, agli amministratori di Comuni e Ambiti Territoriali Ottimali e ai semplici cittadini per una mobilitazione in difesa della gestione pubblica dell’acqua.

In questi giorni, infatti, saranno messi in votazione gli emendamenti alla legge Finanziaria 2004 che riguardano, tra l’altro, anche la liberalizzazione della gestione dei servizi locali, tra cui l’acqua.

Solo pochi giorni fa il Parlamento, invece, aveva sancito la possibilità di far permanere pubblica la gestione dell’acqua. Il Parlamento ha convertito in legge il D.L. 269/03 che, all’art. 14, introduce la possibilità per gli Enti locali di affidare direttamente, senza gara, la gestione del Servizio Idrico Integrato a Consorzi o Società interamente pubbliche, modificando con ciò il famigerato art. 35 della Finanziaria 2002 che prevedeva, invece, la privatizzazione del settore.

Questa norma di civiltà e di diritto è stata ottenuta anche grazie all’attività di molti movimenti, associazioni, gruppi della società civile e cittadini che si riconoscono in questa battaglia di difesa dell’acqua come bene comune. Purtroppo ora viene messa in discussione da alcuni emendamenti alla Finanziaria 2004 proposti dal Ministro Buttiglione e sostenuti anche da esponenti del centrosinistra quali l’ex Ministro Bersani che si propongono di reintrodurre l’obbligo della gara per l’affidamento ai privati e di restringere l’affidamento diretto a pochi casi marginali.

Le forze sociali che hanno approfondito il problema hanno evidenziato come la privatizzazione della gestione del servizio idrico integrato sia intrinsecamente fallimentare sia dal punto di vista sociale che ambientale. Infatti, in primo luogo si impone un monopolio locale, non essendoci a livello territoriale la possibilità di scegliere tra più soggetti essendo le reti uniche, con le ovvie conseguenze sotto l’aspetto della qualità dei servizi e delle tariffe. In secondo luogo le convenzioni di lunghissima durata (30 anni) sono tali da rendere impossibile la previsione dell’evoluzione dei futuri bisogni sociali ed ambientali.

Queste sono le principali ragioni per cui le tre organizzazioni si oppongono a qualsiasi tentativo di modifica dell’art. 14 e per questo chiedono:

Ai Parlamentari abruzzesi

Di difendere i diritti dei cittadini e delle comunità locali ribadendo in sede di dibattito e di votazione che l’acqua è un bene comune e non può essere oggetto di commercio e votando quindi contro ogni ipotesi di modifica dell’art. 14.

Ai Consiglieri regionali, provinciali, ai Sindaci e agli amministratori

Di prendere posizione pubblicamente contro qualsiasi ipotesi di modifica dell’art. 14 anche mediante ordini del giorno da sottoporre all’approvazione urgente dei rispettivi Consigli.

Ai cittadini e alle cittadine abruzzesi

Di attivarsi presso i deputati di ogni collegio, gli eletti, i referenti di tutti i partiti inviando e-mail con l’appello che si può trovare sul sito www.abruzzosocialforum.org.

 

INFO:

Angela Di Giovannantonio (ASF):3283168341, Stella Croce (FNLE Abruzzo):3476680939, Augusto De Sanctis, (WWF-Abruzzo): 3683188739